Quattro giovani musicisti, una passione per il rock britannico e un progetto nato tra i banchi di scuola e le sale prove di Sassari. I Mad Dog sono una delle realtà emergenti più interessanti della scena musicale cittadina, oggi protagonisti di un percorso che li ha portati fino al palco di X Factor 2026.
Dopo aver conquistato quattro sì alle Auditions con Brianstorm degli Arctic Monkeys, la band ha superato anche i Bootcamp grazie a Take Me Out dei Franz Ferdinand, guadagnandosi l'accesso alle Last Call del talent show di Sky.
Dietro le esibizioni televisive, però, c'è una storia iniziata diversi anni prima: quella di quattro ragazzi cresciuti musicalmente tra punk rock, indie britannico e concerti nei locali del territorio. Un percorso costruito attraverso prove, cambi di formazione, composizioni originali e una presenza sempre più riconoscibile sui palchi sassaresi.

Chi sono i Mad Dog: i quattro giovani musicisti di Sassari
La formazione attuale dei Mad Dog è composta da Renato Marchisio, voce e chitarra, Davide Dore, basso, Luca Pintus, chitarra, e Jacopo Sale, batteria.
I quattro hanno un'età compresa tra i 17 e i 20 anni e condividono la passione per la musica con gli impegni scolastici e universitari. Renato frequenta il liceo classico, Davide il liceo scientifico, mentre Jacopo e Luca hanno intrapreso rispettivamente gli studi universitari in Lettere e Beni culturali.
Le radici del progetto risalgono al 2023, quando prende forma il primo nucleo della band. Le esperienze musicali, tuttavia, erano cominciate già durante gli anni delle scuole medie, attraverso i primi strumenti e le prime occasioni di suonare insieme ad altri ragazzi.
Come accade spesso alle formazioni più giovani, anche i Mad Dog hanno attraversato una fase iniziale dedicata alle cover, prima di sviluppare progressivamente un repertorio originale.
Nel giro di pochi anni, quello che era nato come un progetto adolescenziale si è trasformato in una formazione capace di proporre una propria identità musicale, senza rinunciare all'immediatezza e all'energia dei primi concerti.
Dal pop punk all'indie rock: le influenze musicali dei Mad Dog
Il sound dei Mad Dog affonda le proprie radici nel rock alternativo internazionale, ma il percorso artistico della band non è rimasto immutato nel tempo.
Le prime esperienze erano maggiormente legate al pop punk, con riferimenti a gruppi come Green Day e Blink-182. Successivamente, l'evoluzione degli ascolti ha portato i giovani musicisti ad avvicinarsi all'indie rock e al britpop degli anni Novanta e dei primi Duemila.

Tra i riferimenti più significativi figurano Oasis, Arctic Monkeys e The Strokes, formazioni che hanno contribuito a definire un immaginario musicale costruito intorno a chitarre incisive, ritmiche serrate e melodie immediate.
Non mancano, tuttavia, influenze provenienti dalla musica italiana. Il cantautorato di Lucio Dalla e Lucio Battisti, insieme all'indie contemporaneo rappresentato da artisti come Calcutta, appartiene a un universo di ascolti più ampio, che contribuisce ad alimentare la scrittura dei brani.
Un elemento particolarmente interessante del progetto riguarda proprio il rapporto tra lingua inglese e italiana.
L'inglese rappresenta una scelta naturale per una band cresciuta ascoltando soprattutto rock britannico e statunitense. La musicalità della lingua si presta alle sonorità del genere, mentre l'italiano permette di costruire un rapporto più diretto con il pubblico e con il significato dei testi.
I Mad Dog non si limitano quindi a una sola direzione espressiva, alternando composizioni nelle due lingue e mantenendo al centro del progetto la ricerca di un suono riconoscibile.
Shame On Youth: il primo album dei Mad Dog
Prima ancora dell'esperienza televisiva, i Mad Dog avevano già raggiunto un traguardo importante per una formazione così giovane: la pubblicazione del loro primo album di inediti.
Uscito il 19 dicembre 2025, Shame On Youth raccoglie nove brani per una durata complessiva di circa 31 minuti.
Il disco rappresenta una tappa fondamentale nella crescita artistica del gruppo, perché segna il passaggio dalla dimensione delle cover a quella della composizione originale.
La produzione è stata affrontata in larga parte autonomamente, con registrazione, missaggio e masterizzazione realizzati in un contesto domestico. Un approccio artigianale che riflette anche lo spirito indipendente della formazione.
All'interno del repertorio trovano spazio brani come I.W.Y.B., Sigaretta e Ti Prego, testimonianza di una scrittura che si muove tra inglese e italiano.

Le composizioni nascono principalmente dal lavoro di Renato Marchisio, per poi prendere forma attraverso il contributo degli altri componenti. È proprio questa dimensione collettiva a trasformare le idee iniziali in canzoni pensate per essere suonate da una band.
Shame On Youth diventa così qualcosa di più di un semplice esordio discografico: è la prima testimonianza concreta di un'identità musicale costruita e sviluppata negli anni.
Dai locali di Sassari al Festival Abbabula
La crescita dei Mad Dog è strettamente legata alla scena musicale emergente di Sassari, una realtà composta da numerose formazioni giovanili che continuano a trovare nella musica dal vivo il principale spazio di espressione.
Prima di arrivare a X Factor, il gruppo ha accumulato esperienze tra locali, manifestazioni e rassegne dedicate ai giovani artisti.
Tra queste figura anche Un bullo da palcoscenico, iniziativa che utilizza musica e spettacolo come strumenti di sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo, alla quale la band aveva già preso parte nel 2023.
Nel tempo sono arrivate altre opportunità, comprese le esibizioni all'Abetone Music Bar e la partecipazione ad appuntamenti dedicati al rock emergente del territorio.
Una tappa significativa è stata quella del 22 luglio 2026, quando i Mad Dog si sono esibiti in piazza Università a Sassari, nell'ambito della ventottesima edizione del Festival Abbabula.

La serata, dedicata alla nuova scena musicale, ha visto sul palco anche La Terapia, Vulika Rot e Santamarea, offrendo uno spazio importante alla creatività delle formazioni più giovani.
La presenza dei Mad Dog in questo contesto racconta anche un aspetto della vita culturale cittadina: Sassari dispone di un panorama musicale vivace, alimentato da gruppi emergenti e nuove generazioni di artisti, ma il passaggio dai piccoli locali ai palchi di maggiore visibilità resta una delle sfide principali.
Festival, rassegne e iniziative indipendenti rappresentano opportunità preziose, soprattutto in un territorio nel quale non sempre è semplice trovare spazi continuativi e adeguati alla musica dal vivo.
Tra chitarre volanti e fuochi d'artificio: gli imprevisti dei Mad Dog sul palco
Non soltanto musica, concerti e soddisfazioni. Nei primi anni di attività, i Mad Dog hanno vissuto anche qualche episodio decisamente fuori programma, di quelli destinati a diventare parte dei ricordi di una band.
Uno dei più curiosi risale a uno dei primi concerti della formazione sassarese, durante un motoraduno ai giardini di via Venezia. Il gruppo aveva appena terminato la propria esibizione e sul palco si preparava a salire Francesco Piu, noto chitarrista blues sardo.
Mentre venivano sistemati gli strumenti nel backstage, arrivò il piccolo disastro: una chitarra finì rovinosamente a terra dopo essere stata sollevata con la custodia ancora aperta. Il tutto proprio davanti agli occhi di Francesco Piu, spettatore involontario di una scena che difficilmente sarebbe potuta capitare in un momento meno imbarazzante.
Ma non è stato l'unico imprevisto nella storia del gruppo. Durante un concerto estivo a Sorso, i Mad Dog si sono ritrovati alle prese con una situazione ben più movimentata.

La band aveva appena iniziato a suonare un brano quando, nelle vicinanze, è partito uno spettacolo pirotecnico. Inizialmente le esplosioni non sembravano destare particolare preoccupazione, ma la situazione è cambiata quando alcuni residui incandescenti hanno raggiunto la zona del palco, arrivando a colpire le braccia dei musicisti.
A quel punto, il gruppo è stato costretto a interrompere l'esibizione e ad allontanarsi dal palco per evitare conseguenze più serie.
Due episodi molto diversi, uno comico e l'altro decisamente meno piacevole, che raccontano il lato più imprevedibile della musica dal vivo. Esperienze che fanno parte della crescita di una giovane band, tra piccoli incidenti, palchi improvvisati e situazioni che nessuna sala prove potrebbe mai preparare ad affrontare.
Oggi, dopo aver calcato anche il palco di X Factor 2026, quei primi concerti rappresentano un capitolo importante del percorso dei Mad Dog, fatto di entusiasmo, esperienza e tanta voglia di suonare.
X Factor 2026: dalle Auditions ai Bootcamp con quattro sì
Il salto verso il pubblico nazionale arriva nel settembre 2026, con la partecipazione alla ventesima edizione di X Factor.
Durante la prima puntata delle Auditions, trasmessa il 10 settembre, i Mad Dog scelgono Brianstorm degli Arctic Monkeys, un brano particolarmente impegnativo per velocità, precisione ritmica e intensità esecutiva.
La performance conquista una standing ovation del pubblico e il consenso unanime dei quattro giudici: Paola Iezzi, Jake La Furia, Francesco Gabbani e Irama.
L'esibizione mette in evidenza soprattutto la compattezza del gruppo e l'energia della sezione ritmica, con la batteria di Jacopo Sale protagonista di una prova particolarmente intensa.
Il risultato porta la band a superare le Auditions di X Factor 2026 e ad accedere alla fase successiva.
Il 1° ottobre arriva una nuova conferma. Ai Bootcamp, i quattro musicisti presentano Take Me Out dei Franz Ferdinand, scegliendo ancora una volta un pezzo fortemente legato alla tradizione indie rock britannica.
Anche in questa occasione il verdetto è unanime: quattro cartellini verdi e accesso alle Last Call.
Il superamento dei Bootcamp rappresenta un ulteriore passo in avanti per il gruppo, chiamato ora ad affrontare una selezione decisiva per conquistare un posto nei Live Show.
Il palco prima dei social: l'identità di una band
Uno degli aspetti che caratterizzano il percorso dei Mad Dog è la centralità attribuita alla dimensione dal vivo.
In un panorama musicale in cui la visibilità passa sempre più frequentemente attraverso piattaforme digitali e contenuti brevi, la band si riconosce soprattutto nell'esperienza del concerto.
La scrittura, le prove, gli arrangiamenti e la preparazione delle esibizioni trovano sul palco il loro momento di sintesi. È davanti agli spettatori che il lavoro quotidiano assume una dimensione collettiva e che le canzoni iniziano a vivere anche attraverso il pubblico.
Il rapporto tra musicisti e ascoltatori diventa quindi un elemento importante del progetto, soprattutto quando i brani originali vengono riconosciuti e cantati durante i concerti.

La presenza sui social rappresenta certamente uno strumento utile per raggiungere nuovi ascoltatori, ma non sostituisce la costruzione di un pubblico reale e di un repertorio capace di funzionare dal vivo.
Una distinzione particolarmente significativa per una band che, nonostante la giovanissima età, ha già maturato diverse esperienze sui palchi del territorio.
Il prossimo appuntamento a X Factor e il futuro dei Mad Dog
Il prossimo ostacolo per i Mad Dog sarà rappresentato dalle Last Call di X Factor 2026, in programma giovedì 15 ottobre.
In questa fase, i giudici dovranno selezionare i concorrenti da portare ai Live Show, previsti a partire dal 22 ottobre. Soltanto dodici artisti accederanno alla fase in diretta del programma.
Per Renato Marchisio, Davide Dore, Luca Pintus e Jacopo Sale si tratta di una nuova occasione per mostrare il proprio potenziale davanti a un pubblico nazionale, dopo due esibizioni che hanno già confermato le qualità musicali della formazione.
Al di là di quello che sarà il risultato finale del talent, il percorso dei Mad Dog racconta una storia che ha già superato i confini cittadini.
Dalle prime esperienze scolastiche al disco d'esordio, dai locali sassaresi ai palchi di X Factor, la band ha costruito in pochi anni un progetto originale, mantenendo un legame evidente con la propria identità rock.
Il risultato più importante, per il momento, è forse proprio questo: quattro musicisti che continuano a crescere insieme, con un repertorio proprio e una direzione artistica già riconoscibile.
Il prossimo capitolo deve ancora essere scritto.


