La protesta dei lavoratori dell’Aou di Sassari è proseguita venerdì 9 ottobre davanti alla Direzione generale, in viale San Pietro, nel secondo giorno di sciopero. I sindacati hanno minacciato di portare la vertenza davanti al ministero dell’Economia, a Roma, e di consegnare le dimissioni collettive, chiedendo risposte sulle questioni contrattuali e sulle condizioni di lavoro.

Al presidio, animato da fischietti, megafoni e bandiere, era presente il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia. Il primo cittadino ha annunciato che avrebbe scritto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, definendo inaccettabile che il blocco del bilancio, secondo la sua ricostruzione, impedisca da anni di remunerare correttamente il personale e incida sulla possibilità di garantire un servizio adeguato. Mascia ha inoltre lamentato l’assenza dell’Università di Sassari, chiedendole di affiancare l’azienda universitaria.

L’agitazione era cominciata giovedì 8 ottobre con una manifestazione a Cagliari, seguita da incontri con la commissione Sanità regionale e con rappresentanti della Giunta. Nel corso dell’assemblea a Sassari, sindacati e Rsu hanno riferito di aver ottenuto la convocazione della Direzione per mercoledì 14 ottobre: l’incontro dovrà chiarire perché gli accordi contrattuali non siano stati certificati dal collegio sindacale.

Un altro impegno, riferito dai rappresentanti dei lavoratori, è un nuovo sollecito al ministero dell’Economia per sbloccare la situazione. Il ministero nomina la presidente del collegio sindacale. I sindacati hanno contestato che gli impegni fossero già stati assunti in passato e hanno denunciato che da tre anni non riescono a svolgere la contrattazione né a ottenere somme per i lavoratori. La protesta e le ragioni dello sciopero erano state anticipate anche in un precedente articolo.

Tra le criticità segnalate figurano la carenza di personale, il sovraffollamento dei reparti, il ricorso a letti aggiuntivi e barelle, le uscite di professionisti e i ritardi nelle assunzioni. Secondo sindacati e Rsu, questi problemi pesano sulla qualità delle cure e aumentano i rischi per pazienti e operatori. Sul versante economico restano aperte le progressioni, la produttività, il salario accessorio e il riconoscimento delle ore aggiuntive, con rivendicazioni relative al 2024 e 2025.

I sindacati hanno annunciato nuove iniziative se non arriveranno risposte. La prospettiva di una mobilitazione davanti al Mef e delle dimissioni di massa è stata presentata come una minaccia, non come un’azione già attuata. Lo sciopero ha coinvolto l’8 e il 9 ottobre il personale dell’Aou; l’azienda aveva previsto possibili disagi, confermando la garanzia dei servizi essenziali.

  • Le giornate di sciopero si sono svolte giovedì 8 e venerdì 9 ottobre; il primo presidio era a Cagliari, il secondo davanti alla Direzione dell’Aou a Sassari.
  • I servizi minimi ed essenziali sono rimasti garantiti; le attività ambulatoriali e le prestazioni non urgenti potevano subire rallentamenti o cancellazioni.
  • Il confronto con la Direzione è atteso per mercoledì 14 ottobre.