La Cisl Fp Sassari denuncia il sovraffollamento della Medicina interna dell’Aou: al 5 ottobre i pazienti sono 36, otto dei quali sistemati sulle barelle nei corridoi del Santissima Annunziata. Il sindacato segnala anche carenze di personale e chiede alla direzione aziendale e alla Regione interventi su organici, spazi e gestione dei posti letto.

Secondo la ricostruzione sindacale, 28 persone sono ricoverate nei posti letto del reparto, mentre altre otto sono assistite nei corridoi. Quattro pazienti sono sottoposti a ossigenoterapia ad alti flussi, altri hanno bisogno di ventilazione non invasiva e uno si trova in isolamento. La Cisl riferisce inoltre dell’arrivo previsto di altri due pazienti gravi, per i quali potrebbe servire una sistemazione temporanea in corridoio.

Il personale infermieristico indicato dal sindacato è composto da tre infermieri al mattino, tre al pomeriggio e due di notte. La Cisl sostiene che la pressione non riguardi soltanto Medicina interna, ma anche altre unità operative, e respinge l’ipotesi che la situazione sia una coda dell’emergenza estiva: secondo l’organizzazione, la crisi è ormai strutturale. La denuncia si inserisce in un quadro di reparti sovraffollati già segnalato in città.

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A sostegno della richiesta di rafforzare gli organici, la Cisl stima che servirebbero nell’immediato 40-50 infermieri, 25-30 operatori sociosanitari e 15 tecnici di radiologia per garantire una maggiore continuità dei servizi essenziali e ridurre i carichi di lavoro. Per dare stabilità all’organizzazione ospedaliera, il fabbisogno indicato dal sindacato salirebbe a 60-65 infermieri, 40-45 operatori sociosanitari e almeno 30-40 tecnici di radiologia.

La presa di posizione è firmata da Antonio Monni, segretario generale, e Gianmario Sardu, segretario territoriale della Cisl Fp Sassari. I due chiedono il potenziamento del personale e spazi assistenziali adeguati, oltre a una verifica urgente delle condizioni di sicurezza e dei carichi assistenziali. Tra le misure sollecitate figurano anche un piano operativo per le dimissioni protette, la continuità tra ospedale e territorio e una gestione più efficace dei posti letto.

Il sindacato collega le criticità assistenziali anche al rischio di tensioni e aggressioni contro gli operatori: reparti affollati, spazi ridotti e attese possono aumentare la pressione, pur senza giustificare episodi di violenza. Monni e Sardu definiscono la situazione «oltre ogni limite» e avvertono che «curare nei corridoi non può diventare il modello organizzativo della sanità pubblica sassarese».

Un precedente era stato segnalato ad agosto: in un articolo del 20 agosto, La Nuova Sardegna aveva riferito di 21 pazienti nei posti letto di Medicina interna e di altri dieci in barella. La Cisl aveva già contestato allora che la pressione sul reparto fosse riconducibile soltanto a un picco stagionale.