Per comprendere davvero la Discesa dei Candelieri di Sassari non basta conoscere il percorso della Faradda, osservare i grandi ceri lignei o lasciarsi trascinare dal ritmo dei tamburi.

Bisogna conoscere i Gremi.

Sono loro i custodi della festa, della sua memoria e dei suoi riti. Sono comunità nate intorno agli antichi mestieri cittadini, ciascuna con un santo patrono, una bandiera, un abito cerimoniale e un patrimonio di simboli tramandato nel tempo.

Oggi i Gremi non sono più corporazioni professionali nel senso originario del termine. Rappresentano piuttosto delle comunità culturali, spirituali e sociali, impegnate durante tutto l’anno nella conservazione delle tradizioni sassaresi.

La Faradda del 14 agosto è il loro momento più visibile, ma la vita gremiale non si esaurisce nella Discesa.

Che cosa significa “Gremio”

La parola Gremio deriva dallo spagnolo gremio, termine utilizzato per indicare una corporazione di mestiere.

L’influenza linguistica e organizzativa è legata al lungo periodo della dominazione iberica in Sardegna. Tra il Quattrocento e il Cinquecento, le categorie produttive sassaresi iniziarono a organizzarsi in associazioni chiamate confrarias, ispirate ai modelli corporativi diffusi nella penisola iberica.

In italiano il singolare è Gremio, mentre il plurale è Gremi. Le persone che ne fanno parte sono chiamate gremianti.

Queste organizzazioni riunivano artigiani e lavoratori appartenenti allo stesso mestiere o a professioni affini. Esistevano Gremi di muratori, sarti, calzolai, fabbri, agricoltori e numerose altre categorie.

Alcuni sono sopravvissuti fino a oggi. Altri, come quelli dei Mercanti, dei Pastori, dei Carradori e dei Conciatori, sono scomparsi oppure sono stati assorbiti da altre corporazioni.

A cosa servivano anticamente i Gremi

I Gremi non erano semplicemente associazioni religiose e neppure antenati dei moderni sindacati. Svolgevano contemporaneamente diverse funzioni economiche, sociali e spirituali.

Gli statuti corporativi potevano disciplinare:

  • l’accesso alla professione;
  • il periodo di apprendistato;
  • la qualità dei prodotti;
  • i prezzi e le modalità di vendita;
  • l’utilizzo degli strumenti del mestiere;
  • i rapporti tra maestri, lavoratori e apprendisti;
  • l’assistenza agli iscritti e alle loro famiglie;
  • la partecipazione alle cerimonie pubbliche e religiose.

Ogni Gremio proteggeva inoltre i propri associati in caso di malattia, difficoltà economiche o lutto. La dimensione del mutuo soccorso era parte integrante della vita corporativa.

Accanto agli obblighi professionali esisteva una forte componente religiosa. Ogni corporazione sceglieva un santo patrono o una figura mariana, custodiva una cappella e organizzava una propria festa annuale.

Lavoro, solidarietà e devozione non erano ambiti separati. Facevano parte della stessa comunità.

Il rapporto tra i Gremi e i Candelieri

La tradizione sassarese dell’offerta della cera alla Vergine Assunta ha origini più antiche del voto legato alle epidemie di peste.

Il rito sarebbe stato adottato durante il periodo di influenza pisana, probabilmente già nel XIII secolo. La città di Sassari riprese l’usanza di offrire cera alla Vergine nella vigilia dell’Assunzione.

Un documento del 1531 disciplina l’ordine con il quale otto antiche maestranze dovevano entrare in chiesa con i propri candelieri. La presenza delle corporazioni nella festa è quindi documentata ben prima della grande epidemia del Seicento.

Successivamente, durante le pestilenze che colpirono Sassari tra il Cinquecento e il Seicento, la celebrazione assunse una più forte dimensione votiva. Secondo la devozione cittadina, la Vergine Assunta avrebbe protetto Sassari e contribuito alla fine dell’epidemia del 1652.

Da quel momento il trasporto dei Candelieri divenne il modo con cui i Gremi e la municipalità rinnovavano il voto della città alla Madonna.

La Faradda unisce quindi due tradizioni:

  1. l’antica offerta della cera alla Vergine;
  2. il successivo voto civico e religioso contro la peste.

Confondere le due origini significa semplificare una storia molto più complessa.

Il Gremio non è il Candeliere

I termini vengono spesso utilizzati come se fossero sinonimi, ma indicano due realtà diverse.

Il Gremio è la comunità formata dai gremianti, con la propria organizzazione, il patrono, la bandiera, gli abiti e le tradizioni.

Il Candeliere è invece il grande cero ligneo votivo appartenente al Gremio e portato a spalla durante la Faradda.

Ogni Candeliere racconta visivamente la corporazione attraverso:

  • i simboli del mestiere;
  • l’immagine del santo patrono;
  • i colori del Gremio;
  • decorazioni floreali;
  • bandiere e gagliardetti;
  • nastri colorati chiamati li betti;
  • ornamenti di carta, tra cui i caratteristici bora-bora.

Il cero è generalmente composto da una base, un lungo fusto e un capitello. Le quattro stanghe incrociate poste nella parte inferiore creano otto postazioni per i portatori.

Il Candeliere dei Sarti costituisce una delle eccezioni più riconoscibili: invece del tradizionale capitello è sormontato da un braciere ardente.

Come è organizzato un Gremio

Ogni corporazione possiede una propria struttura interna. Titoli e consuetudini possono cambiare da un Gremio all’altro, ma alcune figure ricorrono frequentemente.

L’Obriere Maggiore

L’Obriere Maggiore è una delle principali autorità del Gremio. Rappresenta la corporazione durante la festa patronale e nelle cerimonie ufficiali.

Il passaggio dell’incarico avviene attraverso il rito dell’intregu, durante il quale la bandiera viene consegnata al nuovo obriere.

L’Obriere di Candeliere

L’Obriere di Candeliere, chiamato in alcuni Gremi anche Obriere Minore, è il gremiante responsabile del cero votivo.

Coordina la preparazione del Candeliere, la vestizione e gli aspetti legati alla sua partecipazione alla Faradda. Sul gagliardetto collocato nella parte superiore del cero compare generalmente il suo nome.

Gli anziani e i gremianti

Gli anziani custodiscono la memoria dei riti, delle precedenze e delle consuetudini corporative. I gremianti partecipano alle attività religiose, culturali e organizzative del sodalizio.

Esistono inoltre portatori, tamburini, responsabili delle bandiere e giovani coinvolti nella gestione dei nastri del Candeliere.

Le funzioni non sono identiche in tutte le corporazioni. Il Gremio dei Viandanti, per esempio, conserva una struttura cerimoniale particolarmente articolata, riconoscibile anche attraverso abiti differenti per novizi, obrieri e anziani.

I simboli fondamentali dei Gremi

Ogni Gremio possiede una propria identità visiva e religiosa.

La bandiera

La bandiera rappresenta la continuità della corporazione. Porta generalmente i colori del Gremio, l’immagine del patrono e i simboli del mestiere.

Non è un semplice elemento decorativo. È una vera insegna istituzionale, utilizzata durante le feste patronali, le processioni e il rito dell’intregu.

Il santo patrono

Ogni Gremio è affidato alla protezione di un santo o della Madonna. La festa patronale costituisce uno dei momenti più importanti dell’anno gremiale.

Durante la celebrazione si svolgono la messa solenne, la processione e il passaggio delle cariche.

La cappella

La cappella è il luogo religioso di riferimento della corporazione. Qui vengono custoditi immagini sacre, bandiere, documenti e, quando gli spazi lo consentono, il Candeliere.

Numerosi Gremi hanno le proprie cappelle nella chiesa di Santa Maria di Betlem, mentre altri sono legati alla Cattedrale di San Nicola, a Sant’Antonio Abate, San Pietro in Silki, Sant’Agostino e ad altre chiese cittadine.

L’abito cerimoniale

Gli abiti dei gremianti raccontano l’evoluzione sociale e culturale di Sassari.

Molti Gremi utilizzano una foggia ottocentesca composta da frac, gilet, papillon, feluca e spadino. Viandanti e Ortolani conservano invece elementi più vicini ai modelli sei-settecenteschi, con broccati, mantelli e dettagli di ispirazione sarda e iberica.

Quali sono i tredici Gremi di Sassari

Attualmente alla Discesa dei Candelieri partecipano tredici Gremi.

L’ordine della Faradda non dipende semplicemente dall’età storica della corporazione. Tiene conto soprattutto dell’ordine di ammissione alla Discesa, con i Gremi entrati più recentemente davanti e quelli di più antica presenza verso la conclusione del corteo.

Questi sono i tredici protagonisti, presentati nell’ordine della Faradda 2026.

1. Gremio dei Braccianti

Il Gremio dei Braccianti rappresenta tradizionalmente i lavoratori di fatica e le persone impiegate nelle attività agricole e manuali.

Le sue origini sono collegate alla devozione verso la Madonna della Mercede, diffusasi a Sassari attraverso i religiosi mercedari e una confraternita impegnata anche nella raccolta di fondi per la liberazione dei prigionieri.

Il sodalizio assunse successivamente una più marcata identità professionale, legandosi ai braccianti e ai lavoratori alla giornata.

Dal 2022 partecipa ufficialmente alla Faradda con il proprio Candeliere, sul quale è raffigurata la Madonna della Mercede. Essendo il Gremio ammesso più recentemente alla Discesa, apre il corteo.

2. Gremio degli Autoferrotranvieri

Il Gremio degli Autoferrotranvieri racconta la trasformazione moderna di Sassari.

Rappresenta autisti, tranvieri, ferrovieri e lavoratori del trasporto pubblico, categorie sviluppatesi con l’espansione urbana e il potenziamento delle infrastrutture tra gli anni Trenta e il secondo dopoguerra.

Il patrono principale è San Cristoforo, protettore dei viaggiatori. Il sodalizio è legato anche a San Giuseppe da Copertino, al quale è dedicata la cappella di riferimento nella chiesa di Santa Maria di Betlem.

Il Gremio è stato ammesso ufficialmente alla Faradda nel 2021 e partecipa con il proprio Candeliere dal 2022.

3. Gremio dei Macellai

Il Gremio dei Macellai riuniva gli operatori impegnati nella macellazione e nella lavorazione delle carni, compresi macellai e scortichini.

Il mestiere era presente e regolamentato a Sassari già nel Medioevo, anche se la moderna organizzazione gremiale si consolidò in epoche successive.

Il patrono è San Maurizio Martire. Il Candeliere presenta il coltello e la mannaia, strumenti caratteristici della professione, insieme all’immagine del santo.

Il Gremio dei Macellai partecipa alla Faradda con il proprio cero dal 2016.

4. Gremio dei Fabbri

Il Gremio dei Fabbri è una delle più antiche corporazioni artigiane sassaresi.

Riuniva fabbri, argentieri, orafi e altre maestranze specializzate nella lavorazione dei metalli. Il suo statuto cinquecentesco disciplinava il mestiere e l’utilizzo dei marchi corporativi.

Il patrono è Sant’Eligio, tradizionale protettore degli artigiani del metallo.

Il Candeliere è immediatamente riconoscibile per il colore rosso, richiamo al fuoco della fucina, e per la presenza di incudine, martello e altri strumenti professionali.

Dopo una lunga fase di inattività, il Gremio riprese la propria vita pubblica nel Novecento e partecipa alla Faradda con il Candeliere dal 2007.

5. Gremio dei Piccapietre

Il Gremio dei Piccapietre rappresentava scalpellini, cavatori, intagliatori e lavoratori specializzati nella preparazione della pietra.

Queste maestranze fornivano colonne, architravi, capitelli ed elementi decorativi destinati agli edifici civili e religiosi della città.

In origine erano riunite con Muratori e Falegnami nella corporazione dedicata alla Madonna degli Angeli. Divennero un Gremio autonomo intorno alla metà dell’Ottocento.

La patrona è la Madonna della Salute. Il Gremio fu ammesso alla Discesa nel 1955, anno in cui venne realizzato il suo Candeliere.

6. Gremio dei Viandanti

Il Gremio dei Viandanti riuniva trasportatori, carrettieri e venditori ambulanti.

I suoi membri spostavano merci tra Sassari, i porti e le località dell’interno utilizzando carri a trazione animale. Il mestiere era quindi essenziale per gli scambi commerciali e per l’approvvigionamento della città.

La patrona è Nostra Signora del Buon Cammino, evoluzione di una più antica devozione verso la Madonna d’Itria.

Il Gremio conserva costumi cerimoniali particolarmente elaborati e una complessa distinzione dei ruoli interni. Il suo Candeliere storico risale al Settecento e appartenne in precedenza al scomparso Gremio dei Carradori.

7. Gremio dei Contadini

Il Gremio dei Contadini, chiamati anche Zappatori, rappresentava i lavoratori agricoli e le persone impiegate a giornata nei terreni dei grandi proprietari.

Non va confuso con il Gremio dei Massai. I Massai erano generalmente proprietari terrieri, mentre i Contadini fornivano il lavoro necessario alla coltivazione.

La separazione tra le due comunità viene tradizionalmente collocata nel 1803.

Il patrono è San Giovanni Battista della Nebbia. Il Gremio fu ammesso alla Faradda nel 1937 utilizzando inizialmente un Candeliere appartenuto al scomparso Gremio dei Pastori.

Il cero portato oggi in processione è una riproduzione realizzata nel 2019 e decorata con strumenti agricoli, spighe e simboli della fertilità della terra.

8. Gremio dei Falegnami

Il Gremio dei Falegnami comprendeva falegnami, carpentieri, mobilieri, intagliatori e scultori del legno.

Per secoli queste maestranze contribuirono alla realizzazione di arredi, strutture edilizie, altari e decorazioni delle chiese sassaresi.

In origine facevano parte della corporazione della Madonna degli Angeli insieme a Muratori e Piccapietre. Divennero autonomi all’inizio dell’Ottocento e scelsero come patrono San Giuseppe.

Il Gremio partecipa alla Faradda dal 1921.

Il Candeliere utilizzato per oltre un secolo fu gravemente danneggiato durante la Discesa del 2024. Dal 2025 viene portata una nuova copia, realizzata rispettando l’aspetto dello storico cero liberty.

9. Gremio degli Ortolani

Il Gremio degli Ortolani rappresentava i coltivatori degli orti e dei piccoli appezzamenti situati nelle valli attorno alla città.

L’abbondanza d’acqua e la fertilità del territorio favorirono per secoli la produzione di frutta, verdura ed erbe destinate ai mercati cittadini.

Gli Ortolani sono presenti tra le corporazioni dotate di Candeliere già nel documento del 1531.

La patrona è la Madonna di Valverde. Il verde della bandiera e le decorazioni vegetali ricordano direttamente il mestiere originario.

Il Candeliere storico è uno dei più antichi della tradizione sassarese. Per preservarlo, durante la Faradda viene utilizzata una copia realizzata alla fine del Novecento.

10. Gremio dei Calzolai

Il Gremio dei Calzolai riuniva gli artigiani impegnati nella produzione e riparazione delle calzature.

In origine comprendeva anche lavoratori legati al trattamento delle pelli, prima della separazione dai Conciatori.

Il mestiere era già disciplinato negli Statuti Sassaresi medievali, che regolavano modelli, lavorazioni e prezzi delle scarpe.

La corporazione si dotò di uno statuto nel Cinquecento e scelse come patrona Santa Lucia.

Il Candeliere utilizzato ancora oggi risale al 1924. Le sue decorazioni comprendono gli strumenti del mestiere e le immagini dei Martiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario.

11. Gremio dei Sarti

Il Gremio dei Sarti riuniva i maestri specializzati nella produzione degli abiti.

La corporazione comprendeva sia i sarti di arte gentile, impegnati nella confezione di abiti raffinati, sia quelli di arte grossa, legati alle lavorazioni più comuni e ai tessuti tradizionali.

Il suo statuto risale al 1532. La patrona è la Madonna di Montserrat.

Il Candeliere dei Sarti è uno dei più caratteristici della Faradda. La sua forma baroccheggiante culmina in un braciere acceso, unico tra tutti i ceri della Discesa.

Una copia del Candeliere storico viene utilizzata dal 2015 per tutelare il manufatto precedente.

12. Gremio dei Muratori

Il Gremio dei Muratori rappresentava i maestri dell’arte muraria e le maestranze impegnate nella costruzione degli edifici cittadini.

La sua storia è collegata alla Confrarìa de Nuestra Señora dels Angels, fondata nel Cinquecento e originariamente composta anche da falegnami, scalpellini e altri professionisti dell’edilizia.

La patrona è la Madonna degli Angeli.

Il Candeliere è decorato con angeli e strumenti del mestiere, tra cui squadra, martello e compasso.

Durante la Faradda i Muratori compiono tradizionalmente una deviazione verso Porta Utzeri. Secondo la memoria popolare, da quel luogo sarebbe uscito l’ultimo morto della peste. Il ballo del Candeliere avrebbe quindi il significato simbolico di impedire il ritorno dell’epidemia.

13. Gremio dei Massai

Il Gremio dei Massai, chiamato ufficialmente anche Gremio degli Agricoltori, rappresentava i proprietari terrieri dediti soprattutto alle colture cerealicole.

Era una delle corporazioni socialmente più importanti della Sassari agricola. Il grano, la terra e le spighe costituiscono ancora oggi i suoi simboli principali.

La patrona è la Madonna delle Grazie, venerata nella chiesa di San Pietro in Silki.

I Massai chiudono la Faradda e svolgono un ruolo particolare nel rapporto tra i Gremi e la municipalità.

Davanti a Palazzo di Città, l’Obriere Maggiore consegna la bandiera del Gremio al sindaco e riceve il Gonfalone di Sassari. Segue il tradizionale brindisi con l’augurio:

“A zent’anni.”

Il sindaco e le autorità si uniscono quindi alla processione diretta verso Santa Maria di Betlem.

Perché Sarti e Muratori cambiano posizione

Sarti e Muratori occupano le due posizioni immediatamente precedenti ai Massai.

Il loro ordine viene alternato ogni anno:

  • negli anni pari i Sarti precedono i Muratori;
  • negli anni dispari i Muratori precedono i Sarti.

Nel 2026 l’ordine è quindi Sarti, Muratori e Massai.

La precedenza è un tema particolarmente importante nella storia delle corporazioni. La posizione nelle processioni rifletteva anticamente il prestigio, l’anzianità e il riconoscimento pubblico delle diverse categorie.

Che cosa rappresentano oggi i Gremi

I Gremi non regolano più l’accesso ai mestieri e non controllano la produzione artigianale. La loro funzione si è trasformata.

Oggi rappresentano almeno cinque elementi fondamentali dell’identità sassarese.

La memoria del lavoro

Ogni Gremio conserva il ricordo di una categoria professionale che ha contribuito allo sviluppo economico e urbano di Sassari.

I simboli dipinti sui Candelieri raccontano una città costruita da contadini, muratori, falegnami, sarti, fabbri, trasportatori e artigiani.

La continuità religiosa

I Gremi mantengono vive le devozioni verso i propri patroni e partecipano alle principali celebrazioni della città.

La fede non è un semplice elemento scenografico della Faradda. È una componente strutturale della vita gremiale.

L’identità civica

Durante la Discesa, i Gremi non rappresentano soltanto se stessi. Portano simbolicamente l’intera comunità sassarese davanti alla Vergine Assunta.

L’incontro tra i Massai e il sindaco rende visibile il rapporto tra la città, le sue istituzioni e le antiche categorie produttive.

La trasmissione tra generazioni

I Piccoli Candelieri, i Medi Candelieri, le attività nelle scuole e il coinvolgimento dei giovani permettono di tramandare gesti, ruoli e conoscenze.

Il futuro della Faradda dipende dalla capacità dei Gremi di trasformare la tradizione in qualcosa di vivo, non in una semplice rievocazione storica.

La comunità

Essere gremiante significa partecipare a una rete di relazioni che continua durante tutto l’anno.

Feste patronali, processioni, riunioni, attività culturali e iniziative sociali fanno dei Gremi dei luoghi di appartenenza e condivisione.

Che cos’è l’Intergremio

L’Intergremio Città di Sassari è nato nel 1979 per coordinare le attività condivise della comunità gremiale e contribuire alla tutela della Faradda.

Collabora con il Comune, l’Arcidiocesi e le altre istituzioni coinvolte nell’organizzazione della festa.

Tra le sue attività rientrano la promozione culturale, il coinvolgimento delle scuole, la trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni e la gestione di numerosi aspetti organizzativi collegati ai Candelieri.

L’Intergremio ha inoltre partecipato al percorso che ha portato al riconoscimento UNESCO.

Il riconoscimento UNESCO

Dal 2013 la Discesa dei Candelieri è iscritta nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Il riconoscimento non riguarda la Faradda come elemento isolato, ma la Rete delle grandi macchine a spalla italiane, composta anche dalla Festa dei Gigli di Nola, dalla Varia di Palmi e dalla Macchina di Santa Rosa di Viterbo.

L’UNESCO tutela soprattutto il sistema di conoscenze, pratiche, relazioni e competenze trasmesse dalle comunità.

Il vero patrimonio non è quindi soltanto rappresentato dai Candelieri. È costituito dalle persone che sanno prepararli, trasportarli, farli ballare e attribuire un significato ai loro simboli.

I Gremi durante l’anno

La vita dei Gremi non comincia il 14 agosto e non termina con lo scioglimento del voto.

Ogni corporazione celebra la propria festa patronale, durante la quale vengono rinnovate le cariche attraverso l’intregu. I Gremi partecipano inoltre a cerimonie religiose comuni, processioni cittadine, iniziative culturali ed eventi dedicati alla Faradda.

La vestizione del Candeliere rappresenta soltanto la fase più visibile di una preparazione che coinvolge per mesi gremianti, portatori, famiglie e collaboratori.

Nel 2026 è stato inoltre raggiunto un risultato significativo: tutti e tredici i Gremi dispongono finalmente di una propria sede, attraverso proprietà, locazione o comodato d’uso.

Le sedi non sono soltanto depositi per bandiere e Candelieri. Sono spazi destinati alla vita comunitaria, alla conservazione della memoria e all’apertura verso cittadini e visitatori.

Perché i Gremi sono ancora importanti

I mestieri che diedero origine alle corporazioni sono cambiati. Alcuni sono quasi scomparsi, altri hanno assunto forme completamente diverse.

Eppure i Gremi continuano a esistere.

La loro importanza non dipende dalla volontà di ricostruire artificialmente la Sassari del passato. Dipende dalla capacità di collegare quel passato alla città contemporanea.

Nei Gremi convivono lavoro, fede, solidarietà, memoria familiare e appartenenza civica. Attraverso di loro, la Faradda rimane una tradizione partecipata e non uno spettacolo organizzato soltanto per il pubblico.

Quando un Candeliere scende lungo il Corso, non porta soltanto decorazioni, nastri e immagini sacre.

Porta la storia delle persone che hanno costruito Sassari.

Ed è proprio questo che rappresentano i Gremi: la città che riconosce le proprie radici e decide, ogni anno, di rimetterle in cammino.