Tamburi, colori, cori e un centro storico completamente invaso dalla festa. La Faradda dei Candelieri 2026 ha riportato ancora una volta Sassari nel giorno più importante del suo calendario.
Secondo le stime riportate da La Nuova Sardegna, oltre 100mila persone hanno partecipato alla Festha Manna del 14 agosto, riempiendo corso Vittorio Emanuele, piazza Castello, corso Vico e le strade circostanti fino a tarda sera.
Tredici Candelieri lungo il Corso
La giornata era cominciata al mattino con le tradizionali Vestizioni dei Candelieri nelle sedi dei Gremi.
Dalle 17 i tredici grandi ceri hanno iniziato a radunarsi in piazza Castello. Poco dopo le 18 è partita ufficialmente la Faradda, aperta come da tradizione dal Candeliere dei Braccianti.
Da quel momento la Discesa ha attraversato il cuore della città tra i balli degli otto portatori di ciascun cero, il suono dei tamburi e le immancabili richieste della folla: “Fallu baddà!”.
Complessivamente sono stati 104 i portatori impegnati sotto i tredici Candelieri, accompagnati da capi candelieri, tamburini e decine di gremianti.
Il debutto del nuovo Candeliere dei Viandanti
Quella del 2026 è stata una Faradda particolare anche per il Gremio dei Viandanti.
In piazza Castello ha fatto il suo debutto il nuovo Candeliere realizzato dalla Falegnameria Bussu, con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Prima della partenza, tutti i tredici tamburini hanno suonato insieme davanti al nuovo cero in segno di omaggio.
Un debutto accompagnato poi dal tradizionale piffero dei Viandanti durante la Discesa.
L'Intregu e l'immancabile “a zent’anni”
Uno dei momenti più attesi è arrivato davanti a Palazzo di Città.
Con l'arrivo dei Massai si è rinnovato il rito dell'Intregu, con lo scambio delle insegne tra il Gremio e la Municipalità e il tradizionale brindisi “a zent'anni”.
Poco prima delle 21:30 il sindaco Giuseppe Mascia ha quindi lasciato Palazzo di Città insieme ai Massai per proseguire verso Santa Maria di Betlem.
Dalla festa rumorosa del Corso, lentamente, l'atmosfera ha iniziato a cambiare.
A Santa Maria si rinnova il Voto
Intorno alla mezzanotte i Candelieri hanno completato il loro viaggio raggiungendo Santa Maria di Betlem.
Qui i cori e i tamburi hanno lasciato spazio al momento religioso conclusivo, con Sassari che ha rinnovato ancora una volta il Voto alla Vergine Assunta, legato alla memoria della peste del 1652.
È il momento che ricorda come la Faradda non sia soltanto una grande festa popolare.
Dietro le magliette, i balli, le grabiglie, i tamburi e una folla da oltre centomila persone rimane infatti il significato più profondo dei Candelieri: un rito che Sassari continua a ripetere, generazione dopo generazione.
E anche per il 2026 l'appuntamento si è chiuso nel modo in cui questa città sa fare da secoli.
A zent'anni.


