Nel centro storico di Sassari, il minibasket è diventato uno spazio di gioco e crescita per i San Donato Devils, squadra legata alla scuola primaria del quartiere. Nati dall’incontro tra la disponibilità di una coach e l’iniziativa della scuola, i bambini e le bambine si allenano nella palestra dell’istituto, in un contesto in cui lo sport offre anche occasioni per uscire dal proprio rione e conoscere altre parti della città.

La squadra riunisce alunni di provenienze diverse. «In loro vedo lo spirito di rivalsa e la gioia», racconta Elisabetta Ganadu, allenatrice dei Devils. Per i piccoli atleti, spiega, la palestra è un luogo da vivere con rispetto e gratitudine, oltre che un’opportunità per allenarsi e stare insieme.

L’esperienza è cominciata nel 2022, quando Ganadu si presentò a scuola a inizio settembre e propose di seguire gratuitamente i giovani allievi. La dirigente scolastica Patrizia Mercuri e la maestra Rossella Dettori, fondatrice della squadra, accolsero la sua disponibilità. «Volevo andare in un luogo dove dai ma ricevi anche», ricorda la coach.

Ganadu porta con sé una lunga esperienza: ha iniziato ad allenare a 14 anni nel quartiere di Latte Dolce e ha insegnato educazione fisica per 42 anni, ottenendo la qualifica di allenatrice nazionale di basket. Nei Devils riconosce una forte voglia di giocare: racconta che i bambini corrono verso il pallone appena possono allenarsi. La pratica sportiva, aggiunge, rappresenta anche uno sfogo per chi vive situazioni familiari difficili e dispone di risorse limitate.

Gli allenamenti e le occasioni fuori dal quartiere permettono ai ragazzi di confrontarsi con strutture e ambienti diversi da quelli a cui sono abituati. Tra le esperienze ricordate dalla coach c’è l’incontro con le Dinamo Women, seguito dai bambini come uno spettacolo. Nel 2025 i Devils avevano inoltre assistito a una partita al PalaSerradimigni e incontrato il cestista Ousmane Diop.

Anche il quartiere è al centro di recenti interventi: il 28 settembre è stata inaugurata la piazzetta di San Donato, di fronte alla scuola. Per i Devils, però, poter continuare a giocare dipende anche da necessità concrete: tra queste c’è il certificato medico richiesto per l’attività sportiva.

Ganadu segnala che alcune famiglie non riescono a sostenere il costo della visita necessaria per ottenere il certificato e lancia un appello a chi può dare una mano. Un ostacolo economico che si aggiunge alle difficoltà quotidiane, mentre una palestra, un pallone e un canestro consentono ai bambini di allenarsi e coltivare le proprie capacità.