È partito a Sassari il nuovo progetto di educazione ambientale della Polizia locale, rivolto alle classi prime e seconde di cinque istituti primari cittadini. L’iniziativa, avviata nei giorni precedenti al 21 ottobre, coinvolge circa 700 alunni e punta a insegnare il rispetto del mare e la corretta raccolta differenziata attraverso attività pratiche e giochi.

Il percorso è curato da 14 agenti formati in materia ed è stato ideato dal Comando di via Carlo Felice. La proposta riprende e amplia una fase pilota realizzata nell’anno scolastico precedente, accolta con interesse da bambini e insegnanti. Si inserisce nel programma del nuovo anno scolastico 2026/27, con l’obiettivo di trasmettere conoscenze utili per proteggere gli ecosistemi.

Ogni classe parteciperà a tre incontri, con attività dedicate ai rifiuti, ai materiali e alla vita marina. I bambini sperimenteranno giochi individuali e di squadra, esercizi al banco e attività di movimento per imparare a distinguere ciò che può essere riciclato o riutilizzato e a conferire ogni oggetto nel contenitore giusto.

  • Nei giochi sulla differenziata, come “Dove lo metto?” e “Rifiuto o risorsa?”, gli alunni assoceranno i rifiuti ai contenitori corretti e scopriranno possibili usi alternativi: i tappi possono diventare fiori e le scatole di scarpe porta tesori.
  • Le attività sul mare comprendono “Pesca il rifiuto”, in cui si recuperano da bacinelle d’acqua soltanto i rifiuti, e “I piccoli veterinari del mare”, dedicato alla liberazione di peluche impigliati nei rifiuti. I giochi servono anche a spiegare che la posidonia è una risorsa e che togliere dall’acqua una stella marina può ucciderla.
  • L’ultimo appuntamento si svolgerà su una spiaggia sassarese: bambini e agenti raccoglieranno piccoli rifiuti con pinze e buste. I materiali raccolti saranno pesati; la classe che ne avrà recuperati di più riceverà un riconoscimento simbolico e ogni partecipante il diploma di “Piccolo ecologista”.

Il progetto affronta il tema della tutela ambientale partendo da gesti quotidiani e dalla conoscenza degli ecosistemi. Durante le attività i bambini saranno invitati anche a immaginare, con un disegno, il proprio “mondo ideale”: un modo per collegare le regole apprese alla responsabilità di prendersi cura degli spazi in cui si vive e dell’ambiente marino.