Le parole di Enrico Rizzi sulla Sardegna hanno provocato la replica di Cosetta Prontu, presidente della LIDA Sezione di Olbia ODV. La polemica è nata dopo un post dell’attivista sui social, nel quale ha collegato i commenti ostili ricevuti online al lancio dei suoi braccialetti personalizzati con un presunto problema di civiltà nell’intera regione.

Rizzi aveva annunciato su Facebook la disponibilità dei nuovi accessori. Sotto il post, secondo quanto riferito, si sono accumulati insulti e prese in giro; l’attivista ha poi affermato che, osservando i profili degli autori, molti dei commenti provenivano dalla Sardegna. Da qui la domanda: «Davanti a questo, qualcuno ha ancora il coraggio di negare che in quella regione c’è un problema serio di civiltà che andrebbe affrontato dalle istituzioni?»

La frase ha suscitato reazioni nell’isola e una presa di posizione anche da parte del mondo animalista. Prontu ha contestato l’estensione del giudizio a tutti i sardi, scrivendo che parlare di «problema di civiltà» per un’intera regione è «un insulto miserabile a una terra intera, ma soprattutto a chi ci vive e lotta ogni singolo giorno».

La vicenda si inserisce nelle tensioni seguite ai recenti interventi di Rizzi a Uri, dove il 24 ottobre erano stati trovati quattro cani da caccia legati agli alberi. Secondo le cronache, sul posto erano intervenuti i carabinieri e la Asl; gli animali erano stati trasferiti in un canile convenzionato e il proprietario deferito per un’ipotesi di maltrattamento.

La presidente della Lida aveva già criticato l’attivista in occasione dello scontro con il sindaco di Olbia sull’ordinanza che vietava di dare cibo ai randagi. In quell’intervento aveva contrapposto il lavoro quotidiano di chi si occupa degli animali alla visibilità sui social, affermando: «La tutela degli animali non è una passerella social e non dura lo spazio di una diretta a caccia di visualizzazioni.»

Nel post del 29 ottobre, Prontu ha ribadito la distinzione tra l’impegno sul campo e le polemiche online. «C’è chi gli animali li salva, li cura e li sfama 365 giorni l’anno, sul campo, con il fango addosso e in silenzio», ha scritto, criticando chi, a suo giudizio, trasforma il dolore in spettacolo e alimenta contrapposizioni per ottenere consenso.

La presidente ha concluso sostenendo che il rispetto per gli animali e per le persone si dimostra con i comportamenti, non con gli insulti rivolti a un’intera comunità. La nuova polemica si aggiunge ad altri attacchi ai sardi circolati sui social e seguiti da reazioni nell’isola.