Il rapporto sui prezzi al consumo del Comune di Sassari, pubblicato il 16 ottobre, rileva che a settembre l’indice dei prezzi è cresciuto del 4,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel confronto con agosto, invece, si è registrata una flessione dello 0,2%: il dato annuo resta positivo nonostante il lieve arretramento mensile.
La variazione annuale sassarese è vicina a quella nazionale indicata dal Comune, pari al 4,2%. Su base mensile, invece, il dato cittadino è in controtendenza rispetto all’aumento dello 0,7% registrato a livello nazionale. Il 4,3% descrive l’andamento dell’indice dei prezzi del paniere: non significa che ogni famiglia abbia sostenuto una spesa effettiva superiore della stessa percentuale.

Tra le voci che hanno registrato gli aumenti annui più consistenti figurano i beni energetici, con un rincaro del 24,2%, e la divisione abitazione, salita del 10,4%. Quest’ultima comprende le spese legate alla casa, tra cui acqua, gas ed elettricità. Il rapporto segnala inoltre un aumento del 6,2% per beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto, quelli comprati spesso e difficilmente evitabili. Per un ulteriore approfondimento sul tema abitativo si può consultare l’articolo sulle difficoltà nel trovare casa.

Nel solo mese di settembre, gli alimentari sono aumentati dello 0,7% e i beni energetici del 3,3%. A contenere l’indice mensile hanno contribuito soprattutto i servizi di ristorazione e alloggio, in calo del 4,5%, e i servizi d’istruzione, scesi dell’1,5%. Sono dinamiche congiunturali, riferite cioè al confronto con agosto, diverse dalle variazioni annue del rapporto.

La rilevazione è stata condotta dall’Ufficio statistica comunale per conto dell’Istat, raccogliendo oltre 4.000 quotazioni di prezzo presso 572 attività tra esercizi commerciali, professionisti e servizi presenti in città e nel territorio comunale. Circa 2.300 quotazioni riguardano prodotti rilevati ogni mese e 840 prodotti con cadenza bimensile. Il rapporto distingue inoltre tra acquisti ad alta frequenza, come alimentari, carburanti e servizi di ristorazione, quelli a frequenza media, tra cui abbigliamento e medicinali, e quelli a bassa frequenza, come elettrodomestici e mezzi di trasporto.


