Ryanair torna all’attacco della Regione Sardegna sulla tassa d’imbarco. Per la compagnia irlandese, la decisione di sospendere l’addizionale soltanto nei mesi di bassa stagione rappresenta una “mezza misura” che non sarebbe sufficiente a rendere l’Isola competitiva rispetto ad altre regioni italiane.
La presa di posizione arriva pochi giorni dopo il via libera del Consiglio regionale alla disapplicazione dell’addizionale da 6,50 euro per passeggero nei mesi invernali, per la quale la Regione ha stanziato complessivamente 18,2 milioni di euro nel triennio.
Ryanair chiede l’abolizione per tutto l’anno
Il punto di disaccordo è proprio la durata della misura.
Ryanair chiede che l’addizionale venga eliminata durante tutto l’anno, seguendo quanto già avvenuto, secondo la compagnia, in altre regioni italiane come Friuli Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo, Sicilia ed Emilia-Romagna.
Il vettore sostiene di aver presentato alla Sardegna già nel 2024 un piano di crescita legato alla completa eliminazione della tassa.
Secondo le stime della compagnia, il progetto potrebbe portare nell’Isola oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, quattro nuovi aeromobili, un investimento da 400 milioni di dollari e una nuova base nel nord Sardegna, con oltre 900 posti di lavoro locali.
Si tratta, è bene precisarlo, di numeri contenuti nella proposta di Ryanair e subordinati alle condizioni indicate dal vettore, non di investimenti già programmati.
«Per l’inverno ormai è troppo tardi»
Ryanair critica anche i tempi della decisione regionale.
Secondo la compagnia, gli operativi per la prossima stagione invernale sono ormai già definiti e la sospensione della tassa arriverebbe quindi troppo tardi per produrre una crescita significativa nel breve periodo.
Il vettore prevede comunque un aumento delle frequenze su alcune rotte da Cagliari verso Milano Malpensa e Venezia, ma sostiene che complessivamente la propria capacità in Sardegna diminuirà durante l’inverno, con riduzioni ad Alghero e Olbia.
La Regione ha stanziato 18,2 milioni
La posizione della Regione è differente.
Con la variazione di bilancio 2026-2028, il Consiglio regionale ha destinato 18,2 milioni di euro alla disapplicazione dell’addizionale nei periodi di bassa stagione.
L’obiettivo dichiarato è ridurre i costi sostenuti dalle compagnie proprio nei mesi in cui l’offerta di voli è più debole, favorendo così la destagionalizzazione dei collegamenti senza sostenere con risorse pubbliche l’abolizione della tassa durante tutto l’anno.
La Regione aveva già chiarito nei mesi scorsi che qualsiasi intervento sull’addizionale avrebbe dovuto essere valutato tenendo conto dell’interesse generale e delle risorse pubbliche necessarie.
Lo scontro sui cieli della Sardegna continua
La decisione regionale ha quindi accolto almeno in parte una richiesta che Ryanair porta avanti da tempo, ma non abbastanza da soddisfare la compagnia.
Da una parte c’è la scelta della Regione di concentrare le risorse sulla stagione invernale, quando la Sardegna soffre maggiormente la riduzione dei collegamenti. Dall’altra Ryanair sostiene che soltanto l’abolizione permanente possa rendere l’Isola abbastanza competitiva da attirare nuovi aerei, rotte e investimenti.
La tassa d’imbarco è stata ridotta dove la Sardegna ha più bisogno di voli. Per Ryanair, però, il passo decisivo resta ancora da fare: eliminarla tutto l’anno.


