Si allarga in Sardegna l'emergenza legata alla raccolta della plastica. In oltre venti Comuni dell'Isola il ritiro degli imballaggi è stato temporaneamente sospeso, costringendo i cittadini a conservare i sacchetti in casa in attesa di nuove indicazioni.

La situazione, aggiornata all'8 agosto 2026, interessa territori differenti e potrebbe cambiare rapidamente nei prossimi giorni.

Alla base del problema c'è una crisi della filiera del recupero e del riciclo, con gli impianti e i siti di stoccaggio che stanno incontrando difficoltà nel ricevere nuovo materiale.

I Comuni dove la raccolta è stata sospesa

Secondo le comunicazioni raccolte nelle ultime ore, lo stop al conferimento o al ritiro della plastica interessa attualmente:

  • Posada
  • Siniscola
  • Lanusei
  • Sarroch
  • Sinnai
  • Silius
  • Sant'Andrea Frius
  • Villasalto
  • San Nicolò Gerrei
  • Armungia
  • Gairo
  • Santu Lussurgiu
  • San Gavino Monreale
  • Milis
  • Pabillonis
  • Samassi
  • Sardara
  • Serramanna
  • Serrenti
  • Villaspeciosa
  • Ussana
  • Girasole

In alcuni territori la sospensione riguarda sia la raccolta porta a porta sia il conferimento negli ecocentri.

È il caso, per esempio, dei Comuni dell'Unione Terre del Campidano: San Gavino Monreale, Sardara, Pabillonis, Samassi, Serrenti e Serramanna hanno comunicato lo stop temporaneo fino a nuova disposizione.

Perché la plastica non viene ritirata?

Il problema non nasce dalla raccolta differenziata porta a porta, ma nella fase successiva della filiera.

Il materiale raccolto deve essere trasferito verso impianti nei quali gli imballaggi vengono selezionati, stoccati e avviati al recupero. La difficoltà attuale riguarda proprio la capacità di assorbimento di questa parte del sistema.

Secondo gli operatori del settore, il mercato del riciclo della plastica sta attraversando una fase particolarmente complessa anche a livello nazionale. La disponibilità di materiale vergine a prezzi molto competitivi riduce la domanda di plastica riciclata e contribuisce alla saturazione degli spazi di stoccaggio.

Quando gli impianti non riescono più a ricevere altro materiale, il problema risale inevitabilmente lungo tutta la catena fino ai Comuni e, infine, alle abitazioni.

Alcuni Comuni stanno cercando soluzioni temporanee

La situazione non è identica in tutta la Sardegna.

Capoterra, dove nei giorni scorsi era stata annunciata la sospensione della raccolta, il Comune ha individuato una soluzione temporanea per lo stoccaggio che ha permesso di garantire nuovamente il servizio.

Anche altri territori stanno cercando impianti alternativi dove trasferire il materiale. Sono però soluzioni tampone, che possono comportare maggiori distanze di trasporto e quindi costi aggiuntivi per il servizio.

Nel frattempo l'emergenza potrebbe estendersi. A Carbonia, per esempio, è stato già segnalato il rischio di sospendere la raccolta domiciliare a partire da lunedì 10 agosto qualora non venga trovata una soluzione.

Cosa devono fare i cittadini

Nei Comuni interessati è fondamentale seguire esclusivamente le indicazioni fornite dalla propria amministrazione o dal gestore della raccolta.

Dove il servizio è stato sospeso, la plastica non deve essere esposta nei normali giorni di raccolta fino alla comunicazione della ripresa.

Non bisogna inoltre trasferire autonomamente gli imballaggi nella frazione indifferenziata, salvo diversa indicazione ufficiale del proprio Comune.

La soluzione più sicura resta quindi conservare temporaneamente il materiale, riducendone il volume quando possibile, e controllare gli aggiornamenti del servizio.

Una situazione ancora in evoluzione

Quello dell'8 agosto non può essere considerato un elenco definitivo.

La crisi sta coinvolgendo progressivamente territori differenti e, contemporaneamente, alcuni Comuni stanno riuscendo a trovare soluzioni temporanee per continuare il ritiro.

Per questo motivo nei prossimi giorni potrebbero aggiungersi nuovi centri, mentre in altri il servizio potrebbe riprendere.

L'emergenza mette soprattutto in evidenza quanto la raccolta differenziata dipenda da una filiera molto più complessa del semplice ritiro davanti alle abitazioni.

Separare correttamente i rifiuti rimane fondamentale. Ma perché il sistema funzioni, ciò che viene raccolto deve anche trovare impianti, mercato e capacità sufficienti per essere realmente recuperato.