Tracce di Legionella sono state rilevate nell’acqua di alcuni rubinetti dei reparti dell’AOU di Sassari, nell’area ospedaliera di viale San Pietro.
Il risultato emerge dalle analisi batteriologiche effettuate alla fine di luglio. Dopo il riscontro, l’Azienda ha attivato le procedure previste dal protocollo per la gestione e il controllo della Legionella, introducendo misure precauzionali per pazienti e personale e avviando interventi sulla rete idrica.
Flussaggi di docce e lavabi nei reparti
Il 7 agosto la Direzione medica di Presidio ha inviato una disposizione ai responsabili delle Unità operative, ai coordinatori infermieristici e ai servizi tecnici e di prevenzione.
Particolare attenzione viene riservata ai terminali della rete idrica utilizzati meno frequentemente, dove il ristagno dell’acqua e la formazione di biofilm nelle tubazioni possono favorire la proliferazione del batterio.
Tra le misure previste c’è il flussaggio di rubinetti e docce: nei punti interessati l’acqua fredda e quella calda devono essere lasciate scorrere separatamente per almeno cinque minuti ciascuna.
Durante queste operazioni gli operatori devono indossare una mascherina FFP2 per ridurre l’esposizione all’aerosol prodotto dall’acqua.
Maggiore attenzione per i pazienti più fragili
Le precauzioni diventano più stringenti nei confronti dei pazienti considerati maggiormente vulnerabili, tra cui immunocompromessi, trapiantati, pazienti oncologici e degenti nelle terapie intensive.
Prima dell’utilizzo delle docce da parte di questi pazienti deve essere verificata l’esecuzione del flussaggio. Durante la procedura il ricoverato deve inoltre rimanere fuori dal locale e l'operazione non può essere affidata direttamente al paziente.
Il motivo è legato alle modalità di trasmissione della Legionella: il rischio deriva principalmente dall’inalazione di minuscole goccioline d’acqua contaminata disperse nell’aria, come quelle che possono formarsi durante l'utilizzo di una doccia.
Al momento si parla di contaminazione dell’acqua, non di casi clinici
È importante distinguere due aspetti.
Le informazioni diffuse finora riguardano il ritrovamento del batterio in campioni della rete idrica ospedaliera. Al momento, nelle fonti consultate, non risultano comunicazioni relative a pazienti ai quali sia stata diagnosticata una legionellosi collegata all'episodio.
Non si parla quindi, allo stato attuale, di un focolaio tra i ricoverati, ma di una contaminazione ambientale sulla quale sono state attivate misure di prevenzione e bonifica.
Parallelamente ai flussaggi, l’AOU ha avviato gli interventi tecnici necessari sulla rete idrica e ha disposto la registrazione delle operazioni effettuate nei reparti.
La Cgil chiede interventi strutturali
Dopo la diffusione della notizia è intervenuta anche la Fp Cgil Nord Sardegna, che ha chiesto maggiori garanzie per pazienti e lavoratori.
Il sindacato considera i flussaggi una misura necessaria ma temporanea e chiede un piano più ampio di bonifica e ammodernamento della rete idrica ospedaliera, oltre alla disponibilità dei dispositivi di protezione per gli operatori coinvolti nelle procedure.
Il tema della Legionella era già presente nella programmazione sanitaria dell’AOU: nel Piano annuale del rischio sanitario 2026 l’Azienda aveva previsto il potenziamento della sorveglianza dei patogeni veicolati dall’acqua e la prosecuzione del Water Safety Plan.
La situazione resta quindi sotto monitoraggio. Il punto centrale, per ora, è che il batterio è stato individuato nell’acqua e sono state attivate le procedure di prevenzione, mentre non risultano segnalati casi clinici collegati alla contaminazione.


