Sempre più visitatori dall’estero scelgono Sassari e il suo territorio. I dati dell’estate 2026 confermano una tendenza che negli ultimi anni si è fatta sempre più evidente: la componente internazionale sta assumendo un peso crescente nel turismo cittadino.
Il mese di luglio 2026 rafforza ulteriormente questo scenario, con una presenza straniera particolarmente significativa nel quadro dei flussi turistici registrati in città.
Un risultato che si inserisce in un momento particolarmente positivo per l’intera Sardegna, dove gli arrivi internazionali stanno crescendo a un ritmo superiore rispetto a quelli italiani.
Sassari piace sempre di più agli stranieri
La crescita non nasce quest’anno.
Già nel 2024, ultimo anno per il quale il Comune dispone di dati consolidati dettagliati, Sassari aveva registrato 24.991 arrivi e 77.643 presenze straniere, con una permanenza media di 3,07 giorni.
Francia, Spagna, Germania, Polonia e Paesi Bassi figuravano tra i principali mercati internazionali della città.
Particolarmente significativo era già allora il peso dell’estate: luglio e agosto concentravano da soli circa il 40% delle presenze straniere annuali.
I numeri del 2026 sembrano quindi rafforzare una trasformazione iniziata da tempo, con Sassari sempre meno legata esclusivamente al turismo nazionale.
Il trend riguarda tutta la Sardegna
Il fenomeno sassarese si inserisce in una stagione molto positiva per l’Isola.
Nel primo semestre del 2026 gli arrivi turistici in Sardegna sono cresciuti dell’8,24% rispetto allo stesso periodo del 2025, quasi il doppio della media nazionale.
A trainare l’aumento sono soprattutto gli stranieri, cresciuti dell’11,44%, contro il +4,04% della componente italiana.
Anche il nord-ovest dell’Isola aveva già mostrato numeri importanti a giugno: secondo la rilevazione Federalberghi-Confcommercio, oltre sette presenze alberghiere su dieci nel campione analizzato erano riconducibili a visitatori internazionali.
Non soltanto una città di passaggio
Per Sassari la sfida adesso è trasformare questa crescita in una presenza sempre più stabile sul territorio.
La città dispone di un’offerta che unisce centro storico, Candelieri, musei, Monte d’Accoddi, Argentiera, Porto Ferro, Platamona e Nurra, ma una parte importante del potenziale turistico rimane ancora da sviluppare.
Lo stesso Comune ha evidenziato negli ultimi documenti di programmazione come l’aumento degli arrivi non si traduca automaticamente in un incremento equivalente delle visite ai siti culturali.
Il passaggio successivo sarà quindi convincere chi sceglie Sassari come base per esplorare il nord-ovest della Sardegna a vivere maggiormente anche la città, entrando nei musei, visitando i monumenti, partecipando agli eventi e scoprendo il centro storico.
Un segnale importante per il turismo sassarese
La crescita dei visitatori internazionali rappresenta una buona notizia soprattutto perché amplia il pubblico potenziale della destinazione.
Gli stranieri tendono infatti a soggiornare più a lungo rispetto ai visitatori italiani e mostrano una maggiore propensione verso strutture extralberghiere e alloggi privati.
Per Sassari significa avere davanti un’opportunità precisa: costruire un’identità turistica capace di andare oltre il ruolo di punto strategico tra Alghero, Stintino e la costa.
I turisti stanno arrivando. La sfida, adesso, è fare in modo che Sassari diventi sempre più una destinazione e non soltanto un ottimo punto di partenza.


