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Musei di Sassari: guida ai 7 musei da visitare

Copertina di Musei di Sassari: guida ai 7 musei da visitare

Sassari non è una città da visitare soltanto passeggiando tra piazze, chiese e vicoli del centro storico. Una parte importante della sua storia si trova al chiuso, tra reperti nuragici, dipinti, costumi tradizionali, antichi palazzi e testimonianze della Faradda. L'offerta museale è inoltre molto più varia di quanto possa sembrare: archeologia, etnografia, arte moderna, storia militare, cultura religiosa e artigianato sardo convivono a pochi minuti di distanza. Ecco una piccola guida ai principali musei di Sassari da visitare.

1. Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico “Giovanni Antonio Sanna”

Ideale per: scoprire la storia della Sardegna dalle origini all'età romana.

Il Museo Sanna è il grande punto di riferimento archeologico di Sassari e dell'intero nord Sardegna.

Si trova in via Roma e nasce dalle collezioni donate alla città dall'imprenditore e politico sassarese Giovanni Antonio Sanna, successivamente ampliate grazie a scavi, acquisizioni e altre raccolte private.

Il percorso attraversa millenni di storia, con reperti provenienti dalla preistoria, dalla civiltà nuragica e dalle epoche fenicia, punica e romana, oltre a un'importante raccolta etnografica dedicata alla cultura tradizionale sarda.

Tra bronzetti, ceramiche, gioielli, strumenti e materiali provenienti dai principali siti archeologici del territorio, è il museo da scegliere se si vuole comprendere cosa esistesse in Sardegna molto prima della Sassari medievale.

La grande novità del 2026

Dal 29 aprile 2026 è nuovamente visitabile il Padiglione Marcialis, completamente riallestito.

Le nuove sale ampliano il percorso dedicato alle età nuragica, fenicio-punica e romana e rappresentano uno degli aggiornamenti più importanti dell'offerta culturale cittadina degli ultimi anni.

Quanto tempo dedicargli: almeno un'ora e mezza.

2. Pinacoteca Nazionale di Sassari

Ideale per: pittura, arte sarda e storia dell'arte.

Nel centro storico, accanto alla chiesa di Santa Caterina, si trova la Pinacoteca Nazionale di Sassari.

Il museo occupa l'antico Collegio gesuitico Canopoleno e conserva oltre quattrocento opere, con un percorso che attraversa diversi secoli di pittura italiana, europea e soprattutto sarda.

Il nucleo originario deriva ancora una volta dalla collezione di Giovanni Antonio Sanna, ma le raccolte si sono progressivamente arricchite grazie a ulteriori lasciti e acquisizioni.

Particolarmente interessante è la sezione dedicata agli artisti sardi tra Ottocento e Novecento, dove compaiono nomi come Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Antonio Ballero, Carmelo Floris, Mario Delitala, Stanis Dessy ed Eugenio Tavolara.

Dopo una chiusura temporanea nei primi mesi del 2026 per lavori di efficientamento energetico, la Pinacoteca ha ripreso l'attività ed è tornata a partecipare alla programmazione culturale cittadina.

Quanto tempo dedicargli: circa un'ora.

3. Museo della Città a Palazzo di Città

Ideale per: capire Sassari, i Candelieri e le tradizioni cittadine.

Se il Museo Sanna racconta il territorio, il Museo della Città racconta soprattutto Sassari.

Ha sede nel Palazzo di Città, l'edificio neoclassico che si affaccia su corso Vittorio Emanuele II e dal cui balcone le autorità assistono ogni 14 agosto alla Discesa dei Candelieri.

Il percorso è diviso in due sezioni.

Nell'ala occidentale si approfondiscono storia urbana, memoria cittadina e tradizione dei Candelieri, con accesso anche allo storico Teatro Civico, piccolo gioiello ottocentesco ispirato al Teatro Carignano di Torino.

L'ala orientale è invece dedicata all'abbigliamento tradizionale, alle feste popolari e al Carnevale, con opere che aiutano a ricostruire la vita quotidiana tra città e campagna.

Tra gli oggetti conservati si trova anche una delle statue originali seicentesche della Fontana di Rosello.

Per chi visita Sassari per la prima volta, è probabilmente il museo che offre la chiave migliore per comprendere ciò che si incontra poi camminando per la città.

Quanto tempo dedicargli: circa un'ora.

4. Stanze e Cantine del Duca

Ideale per: palazzi storici, archeologia urbana e curiosità sulla Sassari aristocratica.

Pochi passi separano Palazzo di Città da Palazzo Ducale, oggi sede del Comune.

Costruito tra Settecento e Ottocento per don Antonio Manca Amat, duca dell'Asinara, è considerato una delle più importanti residenze civili storiche di Sassari.

Al piano terra si visitano le Stanze del Duca, dove sono esposti oggetti e testimonianze legate alla storia del palazzo. Tra questi compaiono anche le sculture che un tempo decoravano il pozzo del cortile interno.

La parte più insolita si trova però sotto terra.

Le Cantine del Duca permettono di scendere negli ambienti sotterranei dell'edificio, dove gli scavi archeologici hanno portato alla luce strutture precedenti alla costruzione del palazzo e tracce dell'evoluzione urbana del quartiere.

La visita è particolarmente interessante se abbinata al vicino Museo della Città.

Quanto tempo dedicargli: circa 45 minuti.

5. Padiglione Tavolara

Ideale per: design, artigianato sardo e architettura del Novecento.

All'interno dei Giardini Pubblici si trova uno degli edifici più originali di Sassari: il Padiglione Eugenio Tavolara.

Fu progettato da Ubaldo Badas e inaugurato nel 1956 come sede dell'ISOLA, l'Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale. Fin dall'origine era pensato per mostrare come l'artigianato tradizionale sardo potesse dialogare con il design contemporaneo.

Dopo un importante restauro, il Padiglione è tornato a essere uno spazio espositivo permanente dedicato al design e al saper fare della Sardegna.

Le collezioni comprendono ceramiche, tessuti, gioielli, cestini e altre produzioni artigianali, insieme al più importante nucleo pubblico di opere di Eugenio Tavolara.

Vale la visita anche soltanto per l'edificio: grandi vetrate, giochi d'acqua, ceramiche, un caratteristico soffitto stellato e la scala monumentale decorata con la rappresentazione della Cavalcata Sarda.

Nel 2026 il Padiglione continua inoltre a ospitare numerose esposizioni temporanee. Durante l'estate, per esempio, è protagonista di una programmazione dedicata anche all'arte contemporanea.

Quanto tempo dedicargli: da 45 minuti a un'ora.

6. Museo Storico della Brigata Sassari

Ideale per: storia contemporanea e Prima Guerra Mondiale.

In piazza Castello, all'interno della Caserma La Marmora, si trova il Museo Storico della Brigata Sassari.

La Brigata nacque nel 1915 ed è diventata una delle formazioni militari più profondamente legate alla storia contemporanea della Sardegna.

Il percorso museale è organizzato in cinque sale tematiche con uniformi, fotografie, documenti, armi, decorazioni e cimeli provenienti dai luoghi nei quali combatterono i soldati sardi durante la Prima Guerra Mondiale.

Uno degli ambienti più suggestivi è la ricostruzione di una trincea, pensata per restituire almeno in parte le condizioni nelle quali vivevano i fanti al fronte.

Il museo dedica inoltre spazio ai protagonisti e agli episodi che contribuirono a costruire il mito dei Dimonios.

L'ingresso e la visita guidata sono gratuiti, ma è consigliabile prenotare. Le visite vengono organizzate nei giorni feriali secondo orari prestabiliti.

Quanto tempo dedicargli: circa un'ora.

7. Museo Diocesano

Ideale per: arte sacra e storia religiosa di Sassari.

Il Museo Diocesano di Sassari non si trova in un unico edificio.

Il percorso è articolato tra la Cattedrale di San Nicola e la vicina chiesa di San Michele, permettendo di scoprire una parte importante del patrimonio religioso della città.

Nella sezione della Cattedrale, tra la sagrestia aragonese e l'aula capitolare, sono conservati paramenti liturgici, messali, oreficerie e testimonianze legate alla devozione cittadina, compresi elementi riconducibili al culto dell'Assunta.

La sezione di San Michele comprende invece una pinacoteca con opere tra Cinquecento e Settecento, sculture e una sezione archeologica nella cripta.

Particolarmente significativa è la presenza del letto della Vergine Assunta, collegato alla rappresentazione della Dormitio Virginis e alla profonda devozione mariana che caratterizza la storia religiosa sassarese.

Nel 2026 l'accesso al museo avviene su prenotazione, quindi questa è una visita da organizzare in anticipo.

Quanto tempo dedicargli: circa un'ora.

Quale museo scegliere a Sassari?

Se il tempo è poco, la scelta può essere semplice:

  • Per archeologia e Sardegna antica: Museo Sanna.
  • Per arte e pittura: Pinacoteca Nazionale.
  • Per conoscere Sassari: Museo della Città.
  • Per un palazzo storico: Stanze e Cantine del Duca.
  • Per design e artigianato sardo: Padiglione Tavolara.
  • Per la storia della Brigata Sassari: Museo Storico della Brigata.
  • Per arte sacra e devozione cittadina: Museo Diocesano.

Un itinerario dei musei di Sassari in un giorno

Gran parte dei musei si trova nel centro o a breve distanza e può essere inserita facilmente in un itinerario a piedi.

Una buona giornata potrebbe iniziare dal Museo Sanna, proseguire verso il Padiglione Tavolara e raggiungere poi piazza d'Italia. Da qui si può entrare nel centro storico per visitare Palazzo Ducale, Palazzo di Città e, infine, il Museo Diocesano.

La Pinacoteca Nazionale si trova a pochi minuti dal Duomo, mentre il Museo della Brigata Sassari è in piazza Castello.

Per vedere tutto con calma sono preferibili due giornate, soprattutto se si vogliono visitare le collezioni archeologiche e artistiche senza trasformare la giornata in una maratona museale.

Prima di andare

Gli orari dei musei sassaresi non sono uniformi.

Il Museo Sanna e la Pinacoteca dipendono dal Ministero della Cultura, Palazzo di Città e Palazzo Ducale fanno parte della rete comunale Thàmus, mentre Museo Diocesano e Museo della Brigata seguono modalità di visita proprie.

Festività, mostre e periodo estivo possono inoltre modificare aperture e visite guidate.

Prima di partire è quindi consigliabile controllare sempre gli orari aggiornati e verificare se sia richiesta la prenotazione.

Per il resto basta scegliere da quale epoca iniziare. A Sassari si può passare dalla civiltà nuragica ai Candelieri, dall'arte del Novecento alle trincee della Grande Guerra senza allontanarsi troppo dal centro.

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