Tra i personaggi sassaresi che hanno avuto maggiore influenza sulla storia politica italiana del Novecento occupa un posto centrale Enrico Berlinguer.
Nato a Sassari il 25 maggio 1922, trascorse in città gli anni dell'infanzia e della formazione. Fu proprio a Sassari che iniziò il suo percorso politico: nel 1943 aderì all'organizzazione giovanile del Partito Comunista Italiano, diventando presto segretario della sezione locale. L'anno successivo fu arrestato in seguito alla sua partecipazione ai cosiddetti moti del pane, le proteste scoppiate in città nel gennaio 1944.
La sua carriera lo portò successivamente ai vertici del PCI. Nel 1972 divenne segretario nazionale del partito, incarico che mantenne fino alla morte, avvenuta nel 1984.
Durante la sua leadership Berlinguer fu protagonista di alcuni dei passaggi più importanti della politica italiana degli anni Settanta e Ottanta. Il suo nome è legato in particolare alla strategia del compromesso storico, alla ricerca di una maggiore autonomia del comunismo italiano dall'Unione Sovietica e alla riflessione sulla cosiddetta questione morale.
Il legame con Sassari, però, precede la dimensione nazionale della sua figura: è nella città in cui nacque e crebbe che maturarono le sue prime esperienze politiche e antifasciste.
Con Antonio Segni e Francesco Cossiga, Berlinguer contribuisce così a rendere Sassari una città sorprendentemente presente nella storia politica della Repubblica italiana.