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Perché si dice “a zent’anni” alla Faradda dei Candelieri di Sassari

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Chi assiste per la prima volta alla Faradda dei Candelieri di Sassari prima o poi sentirà pronunciare due parole che per i sassaresi racchiudono molto più di un semplice brindisi: “A zent’anni!” Letteralmente significa “a cent’anni” ed è un augurio di lunga vita, prosperità e continuità. Durante la Faradda, però, questa espressione assume un significato ancora più profondo: è l'augurio che la città, i Gremi e la sua festa possano ritrovarsi ancora, anno dopo anno.

Cosa significa “a zent’anni”

In sassarese, zentu significa cento. L'espressione a zent’anni può quindi essere tradotta con a cent'anni, nel senso di “possa durare ancora a lungo” o “che possiamo ritrovarci ancora per tanti anni”.

Non è un'espressione utilizzata esclusivamente durante i Candelieri. Nella cultura sassarese può essere pronunciata come augurio in occasioni felici e momenti importanti.

È però con la Faradda che queste due parole hanno assunto un valore simbolico particolarmente forte, fino a diventare quasi uno dei motti della festa.

Il brindisi tra il sindaco e i Massai

Il momento più conosciuto arriva la sera del 14 agosto, durante la Discesa.

I Candelieri partono da piazza Castello e percorrono corso Vittorio Emanuele II. L'ordine di sfilata procede dai Gremi di più recente partecipazione a quelli storicamente più antichi.

A chiudere il corteo sono i Massai, antico Gremio legato ai proprietari terrieri e all'attività agricola.

Quando il loro Candeliere raggiunge Palazzo di Città, la Faradda vive uno dei suoi momenti istituzionali più importanti.

Qui il Gremio dei Massai incontra il sindaco e la Municipalità e viene rinnovato il tradizionale brindisi:

“A zent’anni!”

Subito dopo, le autorità cittadine si uniscono alla Discesa e accompagnano i Gremi verso Santa Maria di Betlem.

Cos'è l’Intregu

Il brindisi è strettamente legato a un altro rito fondamentale della Faradda: l’Intregu.

Durante la cerimonia avviene lo scambio delle insegne tra il Comune e il Gremio dei Massai: la bandiera del Gremio e il Gonfalone della città di Sassari.

Non si tratta soltanto di un gesto formale.

L'Intregu rappresenta simbolicamente l'incontro tra la città e i suoi Gremi, tra l'autorità civile e quella comunità di arti e mestieri che da secoli porta avanti la tradizione dei Candelieri.

Ed è proprio in questo contesto che a zent’anni acquista il suo significato più completo.

Non è soltanto un augurio rivolto alle persone presenti. È quasi un brindisi alla continuità della comunità sassarese.

Perché proprio cento anni?

Il numero cento non va interpretato come una vera scadenza.

Come accade in molti auguri di lunga vita, i “cent'anni” rappresentano simbolicamente un futuro molto lungo e prospero.

Durante la Faradda il significato diventa ancora più evocativo. Ogni 14 agosto Sassari rinnova infatti una tradizione che attraversa i secoli e torna a sciogliere il proprio antico voto alla Vergine Assunta.

Dire a zent’anni significa quindi augurarsi che tutto questo possa continuare.

Che tornino i Candelieri.

Che tornino i Gremi.

Che la città possa ritrovarsi ancora una volta lungo il Corso.

E che l'anno successivo si possa essere nuovamente lì.

È un modo per sciogliere il voto?

No. Questa è una distinzione importante.

Il brindisi a zent’anni avviene durante il passaggio davanti a Palazzo di Città ed è uno dei momenti civici e istituzionali della Discesa.

Lo scioglimento del Voto avviene invece alla fine del percorso, nella chiesa di Santa Maria di Betlem, dove arrivano i Candelieri, i Gremi e le autorità.

La Faradda unisce infatti continuamente due dimensioni: quella civile, rappresentata dalla città e dai Gremi, e quella religiosa, legata alla devozione verso la Vergine Assunta.

A zent’anni appartiene soprattutto a quel momento nel quale Sassari, attraverso il sindaco e i Massai, rinnova simbolicamente il proprio patto con la festa.

Da quanto tempo si dice?

Qui è necessaria un po' di prudenza.

Le fonti storiche permettono di ricostruire l'antichità della Faradda, dei Gremi e del rapporto cerimoniale tra i Massai e la Municipalità, ma non consentono di attribuire con sicurezza una data precisa alla nascita dell'espressione “a zent’anni” come formula rituale.

Quello che sappiamo è che oggi il brindisi è parte integrante della liturgia tradizionale dei Candelieri e viene ripetuto ufficialmente ogni 14 agosto.

Nel programma della Faradda 2026, il Comune di Sassari lo indica ancora espressamente come uno dei momenti centrali della Discesa.

Molto più di due parole

Per chi arriva da fuori, a zent’anni può sembrare semplicemente un modo particolare di brindare.

Per Sassari significa qualcosa di più.

È un augurio rivolto alla festa, ai Gremi, alla città e a chi la vive. È un modo molto breve per dire che una tradizione esiste davvero soltanto finché qualcuno continua a tramandarla.

E probabilmente è proprio questo il modo migliore per comprendere la frase.

Il 14 agosto, quando dal Palazzo di Città arriva il brindisi, a zent’anni non significa soltanto “viviamo cent'anni”.

Significa anche:

“Ci vediamo alla prossima Faradda.”

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