La provincia di Sassari è penultima in Italia per quantità di denaro depositato in banca per abitante. La media si ferma a 9.741 euro pro capite, davanti soltanto a Crotone.

Il dato emerge da uno studio di Adusbef, elaborato sulla base delle statistiche della Banca d'Italia e riferito ai depositi delle famiglie.

Sassari davanti soltanto a Crotone

La distanza rispetto alle province in testa alla graduatoria è significativa.

A guidare la classifica nazionale è Bolzano, con quasi 30.400 euro depositati per abitante. Seguono Milano con circa 27.900 euro, Piacenza con 26.800, Sondrio con 26mila e Belluno con circa 25.650 euro.

All'estremo opposto si trova invece Crotone con 9.679 euro pro capite, seguita immediatamente dalla provincia di Sassari con 9.741 euro. Poco sopra si trova un'altra provincia sarda, Nuoro, con circa 10.600 euro.

È importante sottolineare che la rilevazione riguarda l'intera provincia di Sassari e non esclusivamente il Comune capoluogo.

In Sardegna i depositi sono cresciuti

Il dato sassarese appare ancora più interessante se confrontato con l'andamento regionale.

Tra il 2016 e il 2026, secondo l'elaborazione Adusbef, il valore nominale dei depositi bancari in Sardegna è aumentato del 42,7%, uno degli incrementi più elevati registrati in Italia.

La crescita delle somme conservate sui conti non significa però automaticamente un aumento equivalente del benessere delle famiglie. Una maggiore liquidità può essere legata anche alla prudenza, alla riduzione dei consumi e alla scelta di mantenere una parte dei risparmi immediatamente disponibile.

Un dato da leggere nel contesto economico del territorio

La fotografia dei conti correnti racconta quindi soltanto una parte dell'economia locale.

Nel Sassarese convivono indicatori differenti: da un lato una disponibilità media sui depositi tra le più basse del Paese, dall'altro settori che mostrano segnali di crescita. Nell'estate 2026, per esempio, il turismo a Sassari è stato sostenuto soprattutto dall'aumento dei visitatori stranieri.

Il dato dei 9.741 euro pro capite resta comunque significativo perché evidenzia la forte distanza tra i territori italiani nella quantità di liquidità mantenuta dalle famiglie sui conti bancari.

Una graduatoria che, ancora una volta, restituisce un'Italia economicamente molto diversa da provincia a provincia.