Si prepara una nuova mobilitazione all’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari. I sindacati hanno confermato due giornate di sciopero per l’8 e il 9 ottobre 2026, al termine di una vertenza che prosegue ormai da diversi mesi.
Lo stop potrebbe avere conseguenze soprattutto sulle attività ospedaliere non urgenti, mentre resteranno garantiti i servizi essenziali previsti dalla normativa.
La protesta arriva dopo lo sciopero generale dello scorso 29 maggio, che aveva coinvolto personale del comparto e dirigenza dell’AOU.
Perché medici e personale protestano
Al centro dell’ultima presa di posizione dei sindacati dei dirigenti medici c’è soprattutto il mancato sblocco della retribuzione di risultato relativa al 2023 e al 2024.
Secondo le organizzazioni sindacali, la liquidazione delle somme sarebbe ancora ferma a causa di questioni amministrative e contabili tra l’Azienda e il collegio dei revisori.
«Non è più accettabile che rilievi amministrativi, ritardi istruttori e divergenze interne continuino a ricadere sul personale», sostengono i rappresentanti dei lavoratori, chiedendo che venga completato rapidamente l’iter necessario alla certificazione e al pagamento delle spettanze.
Una vertenza che riguarda anche organici e sovraffollamento
La questione economica si inserisce però in una mobilitazione più ampia.
Quando lo sciopero dell’8 e 9 ottobre era stato proclamato a luglio, le sigle sindacali avevano indicato tra le criticità anche il sovraffollamento dei reparti, la carenza di personale, le procedure di stabilizzazione e assunzione, i differenziali economici di professionalità e la produttività.
Il tema della pressione sui reparti è tornato più volte al centro dell’attenzione durante l’estate. Ad agosto la stessa AOU ha riconosciuto una fase di forte afflusso di pazienti e ha annunciato misure per aumentare la capacità di risposta dell’ospedale.
Ne abbiamo parlato anche nel nostro approfondimento sui reparti sovraffollati dell’AOU di Sassari e sui pazienti assistiti sulle barelle.
Cosa succede ai pazienti durante lo sciopero
Le due giornate potrebbero comportare rinvii di visite, esami e altre prestazioni programmate, ma non un blocco completo dell’assistenza sanitaria.
Negli scioperi del Servizio sanitario nazionale devono infatti essere garantite le prestazioni indispensabili e le urgenze, secondo la legge 146/1990 e gli accordi di settore.
Per il precedente sciopero del 29 maggio, l’AOU aveva per esempio assicurato le urgenze in Farmacia ospedaliera e Laboratorio analisi, mentre alcune attività programmate erano state sospese o ripianificate.
Per conoscere nel dettaglio quali servizi saranno interessati l’8 e il 9 ottobre, sarà comunque necessario attendere la comunicazione operativa dell’AOU con l’elenco delle eventuali variazioni.
Ottobre decisivo per la vertenza
Da qui alle giornate di sciopero resta quindi aperto lo spazio per un confronto tra AOU, revisori e organizzazioni sindacali.
Il 9 settembre l’Azienda ha comunicato un primo aggiornamento su un’altra questione contestata dalla dirigenza sanitaria, posticipando al 31 dicembre 2028 il termine per recuperare le ore lavorate in esubero.
Sul nodo delle retribuzioni di risultato, però, i sindacati ritengono che non siano ancora stati compiuti passi sufficienti. Salvo nuovi accordi nelle prossime settimane, l’8 e 9 ottobre la protesta tornerà quindi dentro il principale polo ospedaliero del Nord Sardegna.


