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Rete Thàmus a Sassari: che cos’è, cosa comprende e come visitarla

Copertina di Rete Thàmus a Sassari: che cos’è, cosa comprende e come visitarla

Scopri la Rete Thàmus di Sassari: cos'è, quali monumenti comprende e cosa vedere tra Palazzo di Città, Rosello, Monte d'Accoddi e Montalè.

Che cos'è la Rete Thàmus di Sassari

Chi visita Sassari e cerca musei, monumenti e siti archeologici prima o poi incontra il nome Thàmus. Non si tratta di un singolo museo, ma di una rete culturale che collega alcuni dei luoghi più importanti per conoscere la storia della città e del suo territorio.

L'idea è semplice: riunire sotto un'identità comune monumenti molto diversi tra loro, permettendo al visitatore di attraversare secoli di storia sassarese, dalla preistoria di Monte d'Accoddi e Montalè fino alla città medievale, aragonese e ottocentesca.

Il portale turistico ufficiale descrive infatti Thàmus come un itinerario alla scoperta dei monumenti e dei luoghi della cultura di Sassari.

Se state organizzando una visita più ampia della città, può essere utile affiancare questo percorso alla nostra guida sui principali luoghi da vedere a Sassari.

Perché si chiama Thàmus?

Anche il nome racconta qualcosa della città.

Thàmus nasce dall'unione tra l'antico nome medievale di Sassari, Thatari, e il concetto di museo. Il risultato è un marchio pensato per racchiudere in poche lettere l'identità, la cultura e la storia sassarese.

Il simbolo grafico della rete prende inoltre ispirazione dalla decorazione del soffitto dell'atrio d'ingresso del Teatro Civico di Palazzo di Città, uno degli edifici centrali del percorso.

Quali luoghi fanno parte della Rete Thàmus?

Il servizio ordinario del Comune individua oggi alcuni nuclei principali della rete. La particolarità è che non appartengono tutti alla stessa epoca e non si trovano esclusivamente nel centro storico.

Palazzo di Città e Museo della Città

Nel cuore di corso Vittorio Emanuele II si trova Palazzo di Città, realizzato tra il 1826 e il 1829 su progetto dell'architetto Giuseppe Cominotti.

Oggi ospita il Museo della Città e permette di approfondire la storia delle istituzioni sassaresi, le tradizioni popolari, l'abbigliamento storico, il Carnevale e naturalmente i Candelieri.

All'interno si trova anche il piccolo Teatro Civico, ispirato al Teatro Carignano di Torino.

Palazzo Ducale, Stanze e Cantine del Duca

Pochi minuti a piedi separano Palazzo di Città da Palazzo Ducale, oggi sede del Comune di Sassari.

La visita Thàmus riguarda soprattutto le Stanze del Duca, dedicate alla vita e alla storia della famiglia Manca, e le suggestive Cantine del Duca.

Queste ultime conducono nel sottosuolo dell'edificio, tra antiche cisterne, pozzi, canali e strutture precedenti alla costruzione del palazzo settecentesco.

Per chi vuole concentrarsi soprattutto sul patrimonio museale cittadino, abbiamo raccolto anche una selezione più ampia nella guida dedicata ai musei di Sassari.

Fontana di Rosello

Probabilmente è il monumento più immediatamente riconoscibile della rete.

La Fontana di Rosello, nella forma attuale costruita tra il 1605 e il 1606, è caratterizzata dalle dodici bocche che rappresentano i mesi dell'anno e dalle quattro statue dedicate alle stagioni.

Per secoli fu uno dei principali punti di approvvigionamento idrico della città e ancora oggi rimane uno dei simboli più forti dell'identità sassarese.

Barbacane del Castello Aragonese

Sotto piazza Castello si nasconde una parte della Sassari che in superficie non esiste più.

Il Barbacane apparteneva al sistema difensivo del Castello Aragonese ed era stato realizzato tra il Quattrocento e l'inizio del Cinquecento per adeguare la fortezza alle nuove armi da fuoco.

Il percorso archeologico permette normalmente di entrare nei corridoi sotterranei della fortificazione. Al momento della verifica, il 22 agosto 2026, il sito risulta però temporaneamente chiuso a causa delle alte temperature, in attesa di condizioni adatte alla visita.

Monte d'Accoddi, la Thàmus fuori dal centro

Per comprendere davvero la rete bisogna uscire dalla città.

A pochi chilometri da Sassari si trova infatti Monte d'Accoddi, uno dei siti archeologici più singolari della Sardegna. Il complesso preistorico presenta una monumentale struttura sopraelevata con rampa, spesso accostata per la sua forma alle architetture templari del Mediterraneo e del Vicino Oriente.

Il sito permette di spostare il racconto di Sassari indietro di migliaia di anni, ben prima della nascita della città medievale. È di proprietà della Direzione Regionale Musei Sardegna e viene gestito dal Comune di Sassari all'interno del circuito Thàmus.

Le Domus de Janas di Montalè

L'altro grande tassello preistorico si trova a Li Punti, a circa sette chilometri dal centro.

La Domus de Janas di Montalè è una sepoltura ipogeica scavata nella roccia, caratterizzata da una cella centrale circondata da sette ambienti secondari e da interessanti decorazioni, tra cui protomi taurine scolpite.

Il complesso viene ricondotto alla cultura di Ozieri, con successive testimonianze di riutilizzo durante l'età eneolitica. Le visite sono attualmente organizzate su prenotazione per gruppi e scolaresche.

Thàmus comprende anche altri palazzi di Sassari?

Qui è utile fare una distinzione.

La pagina comunale dedicata al servizio ordinario indica come componenti principali Palazzo di Città, Stanze e Cantine del Duca, Fontana di Rosello, Barbacane, Monte d'Accoddi e Montalè.

In altri contesti, però, Thàmus assume una dimensione culturale più ampia. Negli itinerari di Monumenti Aperti, per esempio, sono stati associati alla rete anche luoghi come Palazzo d'Usini, l'Archivio storico comunale nell'ex Palazzo dell'Insinuazione e Palazzo Infermeria San Pietro.

Più che un elenco immutabile di musei, quindi, è utile immaginare Thàmus come il sistema con cui Sassari mette in relazione e racconta una parte importante del proprio patrimonio civico.

Come visitare la Rete Thàmus

La maggior parte dei siti urbani si concentra nel centro storico ed è facilmente raggiungibile a piedi.

Una possibile sequenza è partire da piazza Castello, proseguire lungo corso Vittorio Emanuele II verso Palazzo di Città, raggiungere Palazzo Ducale e infine scendere verso la Fontana di Rosello.

Monte d'Accoddi e Montalè richiedono invece uno spostamento fuori dal centro.

Gli orari non sono identici per tutti i siti e possono cambiare in base alla stagione, alle festività o a esigenze di sicurezza. Prima della visita è quindi consigliabile consultare Turismo Sassari o contattare InfoSassari, che gestisce informazioni e prenotazioni per le visite guidate della rete.

Perché vale la pena scoprirla

Il vero punto di forza della Rete Thàmus è la possibilità di leggere Sassari non attraverso un solo monumento, ma come una storia stratificata.

Nel giro di una visita si può passare dai riti e dalle sepolture della preistoria alle fortificazioni aragonesi, dalle residenze aristocratiche al Teatro Civico, fino a uno dei simboli popolari per eccellenza della città, la Fontana di Rosello.

Per chi arriva a Sassari per la prima volta, Thàmus è quindi molto più di un circuito museale: è uno dei modi migliori per capire come la città è diventata quella che vediamo oggi.

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