Un etto di mortadella, il formaggio da portare a tavola, il latte fresco, le spezie per una ricetta di casa. La storia della spesa a Sassari comprende le botteghe ancora in attività, ma anche i negozi scomparsi da tempo e le insegne sostituite da altre gestioni. I Multimarkets di Ugo Multineddu, gli alimentari Maini e le vecchie latterie appartengono a questo racconto quanto Piras, Mangatia e Alberti. Salumerie, drogherie e supermercati storici raccontano modi diversi di fare la spesa e di conoscere chi sta dall’altra parte del banco. Per ritrovarli, partiamo da un cognome che ha segnato il commercio cittadino: Multineddu.
Fare la spesa a Sassari: botteghe e supermercati storici

Da Piras a Mangatia, da Alberti ai Multimarkets: la storia della spesa a Sassari tra salumerie, drogherie, passaggi di gestione e botteghe scomparse.
La spesa a Sassari
I Multimarkets di Ugo Multineddu: un’insegna scomparsa, un’abitudine rimasta
Nella storia dei supermercati sassaresi, Ugo Multineddu occupa un posto importante. Nel 1961 aprì un punto vendita in via Cavour, all’angolo con via Manno. Seguirono strutture più grandi, tra cui quelle di via Amendola e via Gramsci, che portarono la formula del supermercato dentro le abitudini della città. La ricostruzione pubblicata da SARdies ricorda anche una particolarità dei Multimarkets: le tre addette alla cassa, con compiti diversi tra lettura dei prezzi, registrazione e imbustamento.

Era un servizio che accompagnava il cliente fino all’ultima busta. La cronaca dell’epoca racconta anche il personale che aiutava a trasferire gli acquisti dal carrello al nastro e a caricare la spesa in macchina.
Il passaggio decisivo arrivò nel 2009, con la cessione delle attività a Conad. Il servizio del 20 febbraio di quell’anno documenta il cambio nei punti vendita di via Gramsci, via Amendola e via Manno. Le insegne cambiarono, mentre il cognome continuò a indicare quei luoghi nel linguaggio di una parte dei clienti.
Drogheria Piras: dal 1895 in largo Cavallotti
In largo Cavallotti 8, la Drogheria Piras conserva il nome del fondatore, Gavino Piras, che avviò l’attività nel 1895. È la data riportata sia dalla storia della bottega sia dalla scheda di Unioncamere dedicata all’impresa storica.

Spezie, tè e caffè appartengono alla sua identità fin dalle origini. Tra le preparazioni descritte dal negozio c’è la concia, la miscela di spezie utilizzata per insaporire gli insaccati fatti in casa. Un acquisto che racconta il legame tra una drogheria cittadina e le lavorazioni domestiche del territorio.
La gestione passò alla famiglia Temussi, che conservò l’insegna Piras. Oggi il sito della drogheria presenta Carla Temussi come titolare: una continuità costruita attraverso generazioni diverse, mantenendo un nome che i clienti già riconoscevano.
Mangatia: oltre un secolo in via Università
La Salumeria Mangatia, in via Università 68, fa risalire la propria storia al 1922. Anche il Touring Club Italiano riporta quell’anno e descrive un’offerta che comprende salumi, formaggi, pasta fresca, miele e dolci sardi.
Questa storia l’abbiamo raccolta anche noi nella seconda puntata di “Custodi della Tradizione”, dedicata alla salumeria e pubblicata il 12 maggio 2026. Nell’intervista, Pinuccio Mangatia racconta le origini della bottega: i prodotti preparati nelle campagne di famiglia, fra perette, formaggi e salsicce, arrivavano a Sassari per essere venduti. Negli anni, ricorda, suo padre ampliò la selezione con formaggi e prosciutti di altre regioni italiane.
Dal racconto emerge anche il rapporto con una città cambiata intorno al negozio: Pinuccio ricorda il passaggio di clienti legato agli uffici e all’università e descrive la maggiore fatica di aspettare chi entra oggi. Il suo sguardo sul futuro, però, resta aperto. Parlando del mestiere di bottegaio, lo considera “una categoria in trasformazione”: nuove generazioni, vendite online e comunicazione possono contribuire a portarlo avanti. Nell’intervista racconta anche il contributo della figlia Silvia ai video e ai contenuti social della salumeria.
Nell’ottobre 2026, Silvia ha dedicato un video alla nonna Maria Chessa, raccogliendo altri ricordi della bottega. Un lavoro sulla memoria familiare raccontato dalla Nuova Sardegna il 24 ottobre, che aggiunge un altro capitolo alla storia dei Mangatia.
Alberti: il nome di via Roma continua con una nuova gestione
La Salumeria Alberti, in via Roma 23, fu aperta da Mario Alberti nel 1925. L’anniversario è documentato anche dalla consegna di una targa celebrativa da parte del Comune, raccontata nel 2016.
Dopo Mario, a portare avanti il negozio fu il figlio Antonello. Nel 2025 la cronaca ha raccontato il passaggio a Marcello Palmas e Maria Vittoria Salis, che hanno raccolto l’attività mantenendone il nome. Marcello aveva già lavorato nella salumeria: il cambio di proprietà nasceva quindi da una conoscenza del banco e della clientela maturata dall’interno. Lo raccontano i servizi dedicati al passaggio di testimone e al centenario della bottega.

È una delle storie che mostrano come un negozio possa attraversare un secolo e trovare nuovi titolari, continuando a essere riconoscibile per chi lo frequenta.
La Salumeria Multineddu di via Principessa Maria
Accanto alla storia dei supermercati di Ugo c’è quella della Salumeria Multineddu di via Principessa Maria 70, all’angolo con via Porcellana, legata a Tonino e al figlio Alessandro, conosciuto anche come Sandro.
Nell’intervista pubblicata nel 2021, Alessandro fa risalire le origini al 1957, quando la zia Giovanna Ferrando acquistò il locale. La bottega passò poi a Tonino. Una successiva intervista, pubblicata nel 2025, colloca nel 1998 il subentro di Alessandro.

Qui il racconto familiare segue la strada della salumeria specializzata: formaggi, salumi e una selezione di paste provenienti anche da produttori fuori dall’isola. È un altro capitolo del cognome Multineddu nel commercio sassarese, con un proprio indirizzo e una propria storia. La bottega compare anche nell’elenco regionale dei negozi storici del 2014, insieme a Piras, Alberti e Mangatia.
Da Adelaide: una bottega da ricordare
La Salumeria da Adelaide, in via Capo d’Oro, appartiene invece alle attività che hanno chiuso. Aperta nel 1978, era passata nel 2021 dalla fondatrice alla figlia Valentina Carta, secondo il racconto delle botteghe sassaresi pubblicato nel 2025.
L’aggiornamento successivo cambia il finale di quella storia: in un’intervista del 26 gennaio 2026, Valentina racconta di aver abbassato definitivamente la serranda il 31 dicembre precedente, quindi alla fine del 2025.

Nella sua testimonianza, a pesare furono i costi e la difficoltà di mantenere in equilibrio una piccola attività nel centro storico. Ricordare Adelaide significa includere anche questo pezzo di commercio cittadino: il lavoro quotidiano di chi ha servito un quartiere per decenni e ha dovuto fermarsi.
Maini: gli alimentari di via Università
Tra i negozi scomparsi c’è Maini, l’alimentari che si trovava all’inizio di via Università, presso l’omonima piazza. Lo ricorda Pasquale Porcu nel racconto del commercio della via pubblicato nel marzo 2022, quando l’attività era già scomparsa. Tra i prodotti citati ci sono croccanti e giuggiole: piccoli acquisti che restituiscono un’immagine concreta di quella bottega.
La latteria di Antoneddu e Pier Paolo
La stessa ricostruzione del 2022 ricorda, all’angolo con via Casalabria, la latteria nella quale lavorarono prima Antoneddu e poi il figlio Pier Paolo. Vendevano latte fresco e yogurt. Il negozio era già chiuso da anni quando uscì l’articolo: il suo posto in questa guida è quello di una delle attività che componevano la spesa quotidiana del quartiere.
La pescheria Rais alle Quattro Cantonate
Alle Quattro Cantonate, il racconto di Porcu colloca la pescheria Rais, anch’essa già scomparsa nel 2022. Il nome ritorna nei repertori commerciali per via Università, che documentano l’attività di vendita di prodotti ittici. Una traccia della spesa di quartiere che affiancava gli alimentari, le latterie e le salumerie lungo la strada.
La spesa come modo di conoscere Sassari
Queste storie permettono di leggere la città attraverso i suoi negozi: le insegne rimaste, i passaggi di gestione, le attività scomparse anche da molti anni. Per continuare il percorso tra gli acquisti di oggi, c’è la guida ai mercati e mercatini di Sassari. Per ritrovare a tavola il legame con la cucina locale, quella ai piatti tipici sassaresi.
Le storie delle botteghe si conservano anche così: ricordando chi ci lavorava e tornando a conoscere quelle che continuano a fare parte della vita cittadina.

